BUILT STRONG TATTOO STUDIO

Il tatuaggio è come un diamante: costoso, inutile e dura per sempre” Hanky Panky

foto studio

Traditional tattoo it è di nuovo on the road e la tappa di oggi è il Built Strong di viale Gaio 6, qui a Milano.
Volete un Old school, un tribale, un giapponese? Potete passare qui sicuri di trovare tutto ciò che è tradizionale.
Lo studio ha aperto da poco, ma i ragazzi che ci lavorano dentro rappresentano il massimo che potete trovare, primo tra tutti Michelangelo Cornini, che ha deciso di aprire il Built Strong con l’intento di:”Dare al cliente il meglio,cercando di coprire tutti gli stili in maniera completa”.
Insieme a lui collaborano Marco Lari, Edoardo Benazzi, Max Brain, Silvio Pellico e vari guest artist, tutti con alle spalle anni di esperienza.

Iniziamo con Michelangelo,che ci racconta di come ha iniziato e della sua visione del tatuaggio tradizionale:

michelangeloio vengo da un posto di mare e mi sono appassionato a questo mondo grazie ai naviganti che vedevo da ragazzino. Ho cominciato a tatuare nel 1994. Ai tempi i tatuaggi non erano visti come ora, ed averli addosso era ancora qualcosa di estremo, o comunque identificabile con un determinato gruppo di persone. Mi ricordo che non c’erano studi su strada a quell’epoca, a parte qualcosa qui a Milano, ed era un mondo tutto da scoprire, molto più chiuso e magico. Già era difficile iniziare, immaginate avere l’attrezzatura adatta, e infatti una parte importantissima nell’apprendere questo mestiere era costruire il materiale, era un lavoro altamente artigianale. Oggi è tutto omologato in quanto i materiali sono forniti già pronti e tutti usano gli stessi, si è persa la parte di preparazione e costruzione degli strumenti da parte del tatuatore. Mi ricordo che prima l’arte di come costruire macchinette e strumenti era un segreto che veniva custodito gelosamente.”

Dopo aver appreso le prime nozioni Michelangelo decide di andare a San Francisco, dove frequenta uno studio per un annetto, imparando la tecnica e facendosi tatuare.

michelangelo 2

quando sono tornato in Italia mi sono stabilito a Milano ed ho iniziato a lavorare facendo tribali, pensando che fossero una cosa semplice, ma mi sbagliavo di grosso. Col tempo ho scoperto che è un genere che richiede pazienza, tempo, precisione e dedizione. Continuo a studiare tutt’ora cercando solo libri e fonti sicure, e pratico il tatuaggio tribale in maniera tradizionale, senza permettermi nessuna licenza artistica. Per quanto tu possa essere un bravo disegnatore, non sarai mai in grado in due ore di abbellire un disegno che è stato concepito e studiato in centinaia di anni.
A differenza del tatuaggio occidentale, il tribale è più decorativo, veniva considerato da quelle popolazioni come una sorta di vestito e una cosa di cui andare fieri; infatti era eseguito dal Tufuga, il sacerdote del villaggio, una persona di grandissima importanza.”

Micheangelo ci spiega che in Europa e Stati Uniti molti si avvicinano al tribale senza conoscerlo a fondo e non capendo appieno la cultura da cui proviene. Alcuni clienti hanno la pretesa di poter adattare diversi stili e significati seguendo solo il proprio gusto estetico, stravolgendone così la tradizione originale. Per una questione di rispetto, Michelangelo si rifiuta di reinventare i soggetti classici ed è per questo che il 90% dei lavori che esegue sono dei cover up: sono molte le persone che si tatuano con leggerezza, spinte solamente dal fattore estetico o di moda.
Parlando di tradizioni ci agganciamo al discorso con Silvio Pellico, che nello studio si occupa principalmente di giapponese e old school.
pellicoAnche secondo lui il tatuaggio ha un profondo significato simbolico, ed è imprescindibile cercare di scinderlo dal suo valore estetico. Non preoccupatevi, ora ci spieghiamo meglio!

Arrivato nella scuderia Built Strong dopo aver fatto l’apprendistato da Stizzo e avendo lavorato qualche anno da lui, Silvio ha iniziato ad interessarsi sempre di più alla cultura orientale e al simbolismo legato al tatuaggio stesso.

la cultura giapponese è molto complessa e lontana dalla nostra, in oriente ogni movimento, ogni simbolo e ogni cosa seguono un ordine ben preciso, il cui scopo ultimo è ricercare l’armonia. Pretendere di conoscere tutta la tradizione che ci sta dietro è quantomeno presuntuoso, infatti di solito chi si avvicina a questo stile lo fa inizialmente per la sua valenza estetica, e per il modo in cui viene rappresentata la natura. Anch’io mi sto approcciando a questo mondo poco alla volta, cercando di disegnare soggetti di cui conosco la valenza simbolica, e imparando tantissime volte dai clienti stessi. Per esempio se arriva un ragazzo che mi chiede un determinato soggetto di cui non conosco il significato, vado subito a documentarmi. Il lavoro di ricerca è molto importante e andando avanti a studiare ho capito che bisogna sempre tornare alle origini della storia per capire quali sono i simboli fondamentali.

pellico 1

La cosa che mi affascina di più del tatuaggio è che è una sorta di codice di cui è essenziale conoscere la struttura base, mi spiego: un’aquila vola e ti attacca, se non disegni in modo giusto becco, artigli e ali non è più un’aquila e il messaggio che il tatuaggio ti vuole dare non viene recepito.

Per questo mi piacciono tanto i tradizionali, con poche linee fai capire esattamente il messaggio che vuoi dare al disegno, è chiaro e simbolico alla stessa maniera, ed è studiato per rimanere nel tempo.”

 

E con i tradizionali spostiamo l’intervista su Marco, Edo e Max, che all’interno dello studio sono quelli che si occupano maggiormente di old school e di tradizionale occidentale.

Cosi come ci raccontano sia Silvio che Michelangelo, anche Marco ci conferma che il tatuaggio ha un fortissimo simbolismo al suo interno e bisogna stare attenti a quello che ci si tatua:
marco lari 1Con il multiculturalismo che c’è ora bisogna essere consapevoli di quello che ci si va a imprimere sulla pelle, fanno tutti i bulli con i tatuaggi chicani e i simboli delle gang, ma non si rendono conto che quei simboli vogliono dire qualcosa, stessa cosa per esempio con la simbologia tipica delle carceri russe e del tatuaggio criminale.”

Anche Edo si inserisce nel discorso, essendo lui un grandissimo appassionato di old school e una “bibbia”, come lo definisce Marco:

edo benazzi

fondamentale secondo me è il rispetto che bisogna portare al tatuaggio e ai maestri, ai vecchi di questo mondo. Almeno sapere chi sono e capire che senza di loro non ci sarebbe niente di quello che conosciamo oggi sul mondo del tatuaggio.I ragazzini si fanno fare di tutto dappertutto, si lasciano rovinare da tatuatori improvvisati e si tatuano in posti che renderanno difficile la loro vita lavorativa. Noi di base non tatuaiamo praticamente mai mani collo e viso, e se vedi anche noi che siamo completamente coperti siamo liberi in questi punti.
Per farvi un esempio Hoffman si è fatto tatuare le mani in tardissima età, solo dopo aver scritto una lettera a tutta la sua famiglia chiedendone il permesso! Per tatuarti mani e collo te lo devi meritare, devi aver dedicato la vita a questo mondo, purtroppo però le regole che c’erano anche solo 10-15 anni fa non sono più valide oggi, si è persa molto l’etica del tatuatore
.”

Edo ha fatto l’apprendistato da Gianmaurizio Fercioni e ha poi lavorato con Daniele Carlotti per anni prima di approdare qui al Built, e sicuramente ha avuto modo di capire e di conoscere il tatuaggio cosi come era inteso dalla vecchia scuola.

Anche Marco è passato da uno dei più importanti studi di Milano, avendo infatti appreso questo mestiere al Quetzal Tattoo di Angelo Colussi:
marco lari 4Mi ricordo che sono sempre stato affascinato dai tatuaggi, e ho chiesto la mia prima rivista di tattoo ai miei genitori che ero ancora un ragazzino. Ho iniziato poi a frequentare il Quetzal assiduamente, facendo sempre vedere i disegni che facevo, finchè un giorno Angelo mi disse:”ho deciso di insegnarti a tatuare”, ed è stato il giorno più bello della mia vita. Da li praticamente ho vissuto per i tatuaggi tutti i giorni, e ho fatto il classico apprendistato vecchia scuola: preparazione degli aghi, pulizia, gestione clienti e tutto quello che mi veniva richiesto. Sono cresciuto li con Angelo e con Stizzo, poi ho lavorato in diversi studi,al Saint Mariner, all’Officina Tattoo Studio, al Pellerossa, al Best of Times e infine sono approdato al Built Strong. Ho collaborato come ospite in diversi studi in Italia, da Samuele Briganti a Orbetello, allo Skinwear da Miss Arianna, da Mojo ad Avellino e da Vladi a Lecce. Ho partecipato anche a un po’ di convention sia in Italia che all’estero, ma devo dire che ora preferisco lo studio perchè riesco ad interagire con i colleghi e ad avere uno scambio tecnico e artistico migliore.”

Anche Edo è d’accordo con Marco:

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Preferisco essere ospitato negli studi sia qui che all’estero piuttosto che andare in convention. In questo modo posso conoscere meglio ambienti diversi e avere più scambio di esperienze con i ragazzi che ci lavorano. Sono stato sia a Los Angeles che a New York e questo mi ha permesso di conoscere meglio il tradizionale americano.”

Continuando con il discorso sul tradizionale, sul modo in cui i ragazzi dello studio si pongono nei confronti di questo mestiere, ci viene naturale chiedere come vedono la clientela di oggi e se ci sono differenze tra città e città.

Marco ed Edo ci raccontano cosi le loro sensazioni:

sicuramente ci sono differenze tra la clientela di oggi e quella di qualche anno fa, e devo dire anche che è molto diverso lavorare in città o in paese. Per esempio in provincia c’è molto più rispetto e fiducia nel confronti del tatuatore, cosa che qui manca, spesso il cliente è arrogante e pretende tutto subito, alle volte pure di insegnarti il mestiere!
Il ragazzetto di oggi non ha voglia di sbattersi, se per esempio io sono pieno per 2 mesi si stufa e cambia studio, spesso scegliendo una qualità inferiore. Noi siamo sempre per privilegiare la qualità alla quantità, ma è una cosa che purtroppo si sta perdendo andando avanti, il tatuaggio viene sempre più visto come un accessorio e spesso non ci si rende conto che è per sempre!”

max brain 2

anche i reality e la massificazione del tattoo hanno cambiato le regole”, ci spiegano i ragazzi, “e come tutte le cose ci sono pro e contro. Ad esempio un messaggio sbagliato che danno è che ci vuole una puntata per fare una schiena intera e che puoi coprire qualsiasi cosa o cancellarla poi col laser. Con questo atteggiamento si perde tutto il fascino del tatuaggio inteso come tale ed è veramente solo visto come un oggetto da sfoggiare. La cosa positiva è che ora viene accettato molto di più rispetto al passato.”

Anche Max ci raggiunge e si unisce a questo discorso, che è un po’ il filo conduttore di tutta la nostra intervista. Anche lui ha fatto l’apprendistato classico al Colors tattoo di Varese, ed è appassionato di tattoo sin da ragazzino:

max brain 1mi ricordo che andavo ancora a scuola e ho visto questo signorotto con una madonna sull’avambraccio, sono rimasto forlgorato, per me era un mito!!! Appena dopo scuola ho iniziato a frequentare lo studio e a disegnare a cannone, e col tempo oltre ai disegni mi sono appassionato al tatuaggio vero e proprio.”

Continua Max:

quello che vedo mancare ai ragazzi di oggi è la passione vera, molti sono incentrati sull’idea di guadagno e dall’aprire subito uno studio, cosa sbagliatissima. Senza una solida base e passione si dura poco in questo ambiente. Una volta era più genuino, c’era più arte, e sicuramente c’erano dei modelli da seguire, con un’etica ben precisa.”

 

max brain

la clientela è della più disparata, c’è sia il ragazzino consapevole di quello che sta facendo sia lo

 scoppiato di 40 anni, è molto variegato, ma come Marco ed Edo anche io vedo il tatuaggio alla vecchia maniera e sono in gradi di dire di no e di rifiutare determinati lavori.”

Questo discorso di etica e rispetto aggiunge valore allo studio, in contrasto con la tendenza che si riscontra oggi, studi altamente specializzati in sottostili particolari ma che poi non sono in grado di affrontare situazioni diverse o una clientela più ampia.

Il rispetto per il tatuaggio traspare da ogni cosa che i ragazzi ci raccontano, e la passione che hanno per questo mestiere è evidente, per esempio Michelangelo ci dice:

michelangelo 1io mi alzo alle 7, alle 9 sono in studio e do il massimo tutto il giorno, non faccio casino la sera e vado a letto presto. Solo restando concentrati e con la dedizione si può fare il tatuatore, la vita da rock star non mi interessa.”

Stesso discorso che riprendono tutti gli altri ragazzi, la dedizione e la passione portano a risultati, è il lavoro che parla per loro, non l’attitudine strafottente o da grande artista, per loro tatuare è un lavoro su commissione, in cui bisogna dare il massimo e soddisfare chi poi porterà il loro lavoro su pelle. Si può essere artisti quanto si vuole quando si lavora su carta, ma su pelle bisogna sapere che compromessi fare e come farli.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da scrivere sul Built Strong tattoo, ma preferiamo che siate voi ad andare a farci un salto e a parlare di persona con questi ragazzi, in modo che possano trasmettervi la passione e il rispetto per questo mestiere, oltre ovviamente a farvi un lavoro di altissima qualità. Se volete approfondire i loro stili e vedere i loro lavori cercateli nei link che vi lasciamo qui durante l’intervista, noi di Traditional Tattoo It abbiamo preferito approfondire di più il lato umano ed etico di questo studio piuttosto che farvi una carrellata degli stili e delle tecniche dei loro tatuatori, anche perchè un po’ di segreto vorrete pure lasciarcelo no!!!

Alla prossima e ci sentiamo qui sotto nei commenti!

Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

Built Strong Tattoo

Via Gaio 6, Milano 20129

02 36504144

shop@builtstrong.tattoo

www.builtstrong.tattoo

Di seguito vi lasciamo i link alle pagine Instagram

Michelangelo

Edoardo

Marco

Max

Silvio

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LADY QUETZAL TATTOO STUDIO

Traditional Tattoo it è di nuovo on the road con le sue interviste, tappa di oggi il Lady Quetzal Tattoo studio a Milano, quartiere isola.

image4Studio tutto al femminile, gestito da Alice ( Lady Q) con la preziosa collaborazione di Valentina (Miss Buffa), in un atmosfera decisamente vintage, un po’ come il quartiere che lo ospita.
Infatti Alice non solo è ovviamente interessata al tatuaggio tradizionale, ma all’interior design, all’oggettistica e alle atmosfere retrò a cui si ispira anche per i suoi tattoo flash.

Classico è stato anche il suo percorso e il suo primo approccio al mondo del tatuaggio, come ci racconta lei stessa:

Ho iniziato nel 2000 al The Tattoo Shop di Daniele Carlotti, facendo la gavetta classica che ci si aspetta, quindi gestione del negozio e dei clienti, preparazione dei disegni, pulizia delle postazioni,rifornimenti vari e tutto quello che si richiede ad un apprendista.”

(Tra l’altro Alice è stata apprendista prima di Marchese, che abbiamo già intervistato qui.)

Sono rimasta 7 anni in studio con Daniele e Paolo Caraffa, e in seguito sono approdata al Quetzal Tattoo di Angelo Colussi, a cui devo moltissimo. Insieme abbiamo deciso di aprire questo shop qui in quartiere Isola, che come vedete rispecchia il mio stile”

 
image7Anche Vale ha fatto la gavetta allo storico Body and Soul del piercer Mr Fab, seguita dal fumettista tatuatore Gianluca Sigurani (Pikkio), ora resedent al Quetzal Tattoo. Tra i due studi infatti c’è molta collaborazione.

Mentre intervistiamo Alice sta preparando un tattoo per un suo cliente, e ne approfittiamo per chiederle se nota differenze tra quando ha iniziato lei e il modo di approcciarsi oggi a questo mondo:

Quando ho inziato io, gli studi di tatuaggi si potevano contare sulle dita di una mano. Le persone che si tatuavano erano una minoranza, e i veri appassionati facevano parte di una cerchia ristretta legata alle controculture e all’underground milanese. I tatuaggi più richiesti erano anche quelli più diffusi e solo con i clienti più affezionati, potevi permetterti quello che allora era un lusso, ossia disegnare qualcosa di originale. Oggi la diffusione di quest’arte è tale da permettere agli artisti di concedersi di avere uno stile molto personale, di avere una potenzialità di ricerca e pratica che sino a una decina di anni fa era difficile. Grazie ai social e agli altri mezzi di diffusione è più facile confrontarsi anche con altri artisti in tutto il mondo.”

A questo punto le chiediamo se con tutta questa diffusione del tatuaggio e con l’apertura di tanti nuovi studi si sia creato un clima di competizione maggiore:

image6mah sinceramente io non l’avverto, tra tatuatori professionisti e di un certo livello c’è un grande rispetto gli uni per gli altri. I clienti si affezionano a uno studio non solo per lo stile ma anche per come vengono accolti, e lo studio a cui si rivolgono deve essere un punto di riferimento anche per farsi suggerire altri tatuatori.
Come per ogni lavoro che è anche passione, bisogna prima d i esercitare questa professione, conoscerne la storia, almeno quella della propria città e farsi tatuare sempre, da tutti gli artisti che meritano. E prima di aprire uno studio, almeno averci lavorato per un po’, saper gestire la quotidianità e le emergenze!

Intanto Alice ha iniziato a tatuare, e visto che ci avviciniamo alla convention di Milano, le chiediamo come ci si trova, dato che il Quetzal ha un posto fisso da tempo.

Più piccole sono e più sono divertenti. Quelle grandi sono confusionarie, anche se hai la possibilità di lavorare fianco a fianco con dei mostri che altrimenti non avresti modo di conoscere di persona. Le convention sono un luogo di incontro e confronto: puoi renderti conto di quanto i tuoi lavori possano piacere fuori dal tuo contesto. Milano è stata importante per molti anni, ma ultimamente trovo che quelle di Parigi e Londra siano le migliori.”

Avendo girato per convention e studi esteri, Alice fa alcune considerazioni:

image5Ho notato ultimamente all’estero la tendenza a preferire un grande studio con più poltrone e un giro di artisti diversi sotto lo stesso tetto, in un clima di collaborazione e scambio che gli permette di raggiungere un’eccellenza insieme. Si può imparare da tutti: i più bravi e i più giovani. In Italia si tende a coltivare ognuno il proprio orticello, con una minore crescita personale.

Penso che il futuro di questo mestiere sia il coworking.”

 

Le chiediamo se questo discorso valga anche per il cliente:

Sicuramente ho notato che la filosofia del consumismo ha investito anche questo ambito.

La gente preferisce la quantità alla qualità. Come per i vestiti o il cibo la qualità si paga, ma le persone cercano sempre il risparmio. Mi capita di rimediare a orrori da 20 euro, e ogni volta dico ai clienti che è anche una loro responsabilità. Possono scegliere. È il discorso che facevamo prima, con i social, instagram, internet, tutti hanno la possibilità di vedere i tatuaggi e di informarsi, non serve essere per forza un tatuatore per rendersi conto se un lavoro sia fatto bene o no.”

image3A furia di chiaccherare ci rendiamo conto che il tempo a nostra disposizione è finito, un altro pomeriggio è passato in un lampo, e anche questa intervista ci conferma quello che già sappiamo e che sapete anche voi che ci seguite: informatevi! Cercate! Confrontatevi!

Il tatuaggio è vostro, ma lo volete un bel tatuaggio o no!?
Se Lady Quetzal vi è piaciuta passate a trovarla, noi come sempre vi lasciamo qui sotto tutti i link

Alla prossima intervista!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo it

 

 

Lady Quetzal Tattoo
Via Thaon di Revel 20159 Milano
Tel: 0236521115
Email: Ladyquetzaltattoo@gmail.com
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MILANO TATTOO CONVENTION 2014

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Eccoci di nuovo in giro per convention!
Questa volta Traditional Tattoo It gioca “in casa” e solo un viaggio in metropolitana ci separa dalla diciannovesima edizione della Milano Tattoo Convention, svoltasi questo 7/8/9 Febbraio presso l’hotel Quark in via Lampedusa 11.

La primissima cosa che si può dire di questa convention è : Bella!

Continuiamo poi con un paio di aggettivi che potrebbero descriverla: imponente e caotica, c’era veramente un sacco di gente!

L’hotel Quark si presta ormai da tempo come location per la convention, con 6 sale sviluppate su tutta la struttura gremite di artisti e di appassionati. Appena entrati si sente subito il caratteristico ronzio di miriadi di macchinette al lavoro, ogni stile è rappresentato: traditional, new school, giapponese, tribale, realistico, bianco e nero, colore, ce né per tutti i gusti!

vans onk shoesPrima di parlare però degli artisti facciamo una piccola digressione sulle mostre presenti alla convention, dove quest’anno spicca la “VANS INK ART”. Il noto marchio di scarpe ha messo a disposizione 10 calzature preparate in un silicone speciale tatuabile ad altrettanti artisti che hanno avuto l’opportunità di eseguire un pezzo su di esse. Tra gli italiani che hanno aderito al progetto ci sono Andrea Lanzi, Marco Galdo, Stizzo e Amanda Toy.

Un’altra mostra interessante è stata quella intitolata “By all Means Necessary”, dove i migliori tatuatori di fama internazionale hanno eseguito un disegno nel proprio stile che omaggiasse la band che ha segnato maggiormente la loro vita.

Ma parliamo ora dei Tattoo!!

IMG_0068Erano tantissimi, e rispetto ad altre convention c’era spazio per tutti gli stili, il tradizionale non l’ha fatta da padrone ma si è inserito bene tra gli stand, con tatuatori di rilievo e tutti con un proprio stile consolidato e riconoscibile. Stizzo con il suo bianco,nero e rosso,  Alex Pinna con il suo stile delicato e dettagliato, Amanda Toy con le sue visioni artistiche riportate poi sulla pelle, Daniele Carlotti del Tattoo Shop con i suoi tradizionali veramente old school. La scuola genovese con Francesco Garbuggino, poi Alessandro Nazarri, Federica Marsh Mellow
Questo solo per citare alcuni degli artisti traditional presenti, c’erano poi ovviamente molti studi di Milano e ragazzi talentuosi che avranno sicuramente una buona carriera davanti.

Era poi presente una colonna del tatuaggio tradizionale, Fercioni!

Come abbiamo scritto anche nei precedenti articoli sulle tattoo convention l’Italia dal punto di vista artistico ha un livello elevatissimo, ogni studio ha un proprio stile riconoscibile e può dare la propria interpretazione dei soggetti classici della tradizione al meglio.

IMG_0070Qui a Milano abbiamo visto meno velieri e fari rispetto alla Florence Tattoo Convention, erano molto più presenti nei flash e sulla pelle dei partecipanti pin up, gufi, aquile, stemmi. Questo è un bellissimo segno che anche solo andando in città diverse della nostra Italia troverete soggetti diversi, e influenze che vanno oltre lo studio in cui vi tatuate, ma che si uniscono anche al posto dove il tatuatore lavora. La ricchezza e la diversità dei luoghi in cui viviamo si riflette sulla diversità di interpretazioni e soggetti del tatuaggio tradizionale.

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Ecco quindi che invece di proporvi una recensione di tutti gli artisti presenti in convention, che lasciamo fare a gente più qualificata di noi, preferiamo raccontarvi l’atmosfera che si respira a queste manifestazioni e la carica che questi tatuatori hanno. E’soggettivo dire: “lui è meglio di questo o di quest’altro” in queste circostanze, perché il livello è veramente molto alto per ogni studio presente, si può discutere sull’interpretazione di un soggetto ma non sicuramente sull’esecuzione e sulla professionalità, alla Milano Tattoo convention era presente il meglio!

Una cosa certa è che se siete neofiti o curiosi, se non avete alcun tatuaggio, se volete anche solo vedere un sacco di bei disegni, in posti come questo riuscite a sentirvi a vostro agio. Ragazzi tatuati dalla testa ai piedi sono fianco a fianco con famiglie e bambini in un atmosfera serena e genuina come poche altre manifestazioni, secondo il nostro parere.

Anche questa “scampagnata” può essere archiviata come un’esperienza più che positiva, ed a ogni evento a cui possiamo partecipare riusciamo sempre di più a comprendere la passione e l’impegno che c’è dietro questa splendida forma d’arte, i sacrifici e la dedizione che questi ragazzi ci mettono.

Il consiglio che vi diamo è di andarci a fare un salto l’anno prossimo se ve la siete persa, evitate l’ora di punta però, rischiereste di non riuscire a vedere un granchè!

Noi ci sentiamo come sempre qui sotto per qualsiasi commento o critica, e sulle nostre pagine con altri articoli e reportage!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It!

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FLORENCE TATTOO CONVENTION 2013

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“Ready, set, Go! Traditional Tattoo It è di nuovo in viaggio e questo week end si è fermata a Firenze, per la sesta edizione della Florence Tattoo Convention.”

Presenti quindi alla Fortezza del Basso, location di questa convention, insieme a migliaia di appassionati che hanno affollato gli stand durante tutta la durata della manifestazione.

Una location la Fortezza che a nostro parere si è rivelata perfetta per un appuntamento di questo genere: gli spazi espositivi sono stati gestiti in maniera intelligente e i “corridoi” tra i vari stand erano abbastanza larghi da permettere a tutti di girare per la manifestazione senza resse e incazzature. Se sieste stati alle convention di Roma o Milano avrete presente gli imbuti e la calca che si genera in certe situazioni.

Mirek Vel Stotker

Mirek Vel Stotker

Qui invece ogni tatuatore aveva il suo stand ben organizzato, con l’area merchandise separata e un spazio apposta per la Stage Area, che ha visto protagonisti spettacoli di burlesque, performance di danza, dj set e live music.

Un’ altra area è stata allestita apposta per le opere dei vari artisti, e a noi di Traditional Tattoo It ci è piaciuta soprattutto la mostra “By all Means Necessary”, dove i tatuatori hanno presentato delle tavole ispirate alle cover di alcuni degli album più famosi della storia del rock.

Ora però entriamo nel vivo e vediamo chi c’era a questa edizione della Florence Tattoo Convention.

Praticamente era presente tutta l’Italia, rappresentata da nord a sud: gli studi del milanese, i tatuatori della scuola genovese, ovviamente gli studi toscani, gli artisti della capitale, i ragazzi del salernitano e le isole, capeggiate dai tatuatori dalla scuola sarda.

Dall’estero c’erano ospiti da Brasile, Spagna, Stati Uniti, Danimarca, Inghilterra e Olanda, rappresentata dallo storico Tattoo Peter di Amsterdam, in attività dal 1955, capitanato alla convention da Bill Loika!

Lupo HoriOkami

Lupo HoriOkami

Per gli amanti del giapponese Lupo HoriOkami, del Mushin Tattoo Studio, era presente in pedana.

C’erano poi i “vip”, i ragazzi che in questo momento godono di una maggiore visibilità. Ecco allora la formazione del Milano City Ink, Luca Natalini con il suo nuovo studio, Andrea Lanzi e Samuele Briganti, che ha presentato in convention il suo libro “Il Segno Della Passione”, una raccolta di tavole realizzate da più di 70 tatuatori dedicate a Maurizio Fiorini.

Anche in questa edizione erano presenti tutti gli stili del tatuaggio, traditional, new school, realistico, giapponese e tribale, ognuno con i maestri dello stile.

Noi che parliamo di traditional abbiamo avuto nuovamente la conferma che questo filone sta riprendendo sempre più piede in Italia, e che il livello artistico dei vari tatuatori della penisola è sempre altissimo.

Girare tra gli stand e riconoscere già dallo stile delle tavole esposte l’artista o lo studio dimostra come nonostante i soggetti siano i classici della cultura occidentale e marinara, i tatuatori sono in grado di dare la loro personale interpretazione senza perdere le linee guida che rendono questo stile così riconoscibile.

Quindi pugnali, pin up, serpenti, teschi, velieri, fari, aquile, rose, erano tutti presenti a questa convention, sugli sketch e sulla pelle degli appassionati che si aggiravano alla manifestazione.

Bill Loika

Bill Loika

I ragazzi del Led Tattoo e del Ladies & Gents Tattoo Parlour, che abbiamo già intervistato sulle nostre pagine, hanno partecipato a questa edizione, condividendo questa esperienza insieme a tatuatori che a noi piacciono molto, come Stizzo, del Best of Times tattoo studio, Miss Juliet, Francesco Garbugino dell’Ink’N roll Tattoo, Tofino, Linda Iacono dei Trafficanti D’Arte, Davide Pitteri dello Skingdom e Lollo, dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour.

Ancora una volta siamo rimasti colpiti dall’atmosfera che si respira ad una tattoo convention, vedere insieme appassionati, neofiti e persone semplicemente curiose girare per gli stand, tutti col sorriso stampato in faccia, occupati a passare una bella giornata a stretto contatto con questo mondo fa piacere.
Anche il rumore era quello giusto: appena si entra il ronzio delle macchinette vi avvolge,e se avete già dei tatuaggi quel suono un piccolo formicolio siamo sicuri che ve lo strappa!

In conclusione noi di Traditional Tattoo It siamo convinti che piano piano il tatuaggio verrà considerato come un arte vera e propria qui in Italia e che la sua diffusione sempre maggiore porti anche ad un interesse e ad un’informazione migliore.

Sfortunatamente siamo giunti al termine del nostro resoconto. Speriamo che nel nostro piccolo siamo riusciti a trasmettervi un po’ di curiosità, con i nostri articoli e le nostre interviste, e di vedervi numerosi alle prossime convention in giro per l’Italia e , perché no, in giro per l’Europa.

Noi sicuramente faremo in modo di esserci e di raccontarvele!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo it

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ITALIAN TATTOO ARTIST 2013

Questo week end Traditional Tattoo It ha fatto armi e bagagli e si è presentata alla stazione di Milano Centrale, direzione Torino, per l’ITALIAN TATTOO ARTIST 2013.

Una 3 giorni dedicata ad inchiostro, macchinette, artisti, bella musica, belle auto e belle donne, insomma tutto quello che ci si aspetta da una tattoo convention!

La location è stata il palazzetto dello sport di parco Ruffini, una scelta azzeccata che ha permesso di dividere le bancarelle del merchandise e street wear all’esterno della struttura, per lasciare tutto l’interno agli stand di tatuatori e suppliers.

Torino6Appena entrati siamo stati subito catturati da un paio di muscle cars in bella mostra sul piazzale, oltre al merchandise “american style” in cui spiccavano giubbotti di pelle, borchie e tutto il campionario di vestiti che siamo abituati a vedere sui motociclisti.

Motociclisti che erano numerosissimi alla convention, capitanati dagli HELLS ANGELS, che con il gruppo di Torino ed i NOMADS (se siete fan di sons of anarchy avrete ben presente di cosa parliamo!) erano presenti con i loro stand  e che da sempre danno una mano durante le conventions italiane.

Se fuori si respira l’aria “on the road” legata al fascino del tatuaggio e della vita libera, appena entrati nel palazzetto la primissima cosa di cui ci si accorge è il ronzio, l’inconfondibile suono di decine e decine di macchinette all’opera su clienti entusiasti.

L’atmosfera presente ad una tattoo convention è unica , ci sono un insieme di sensazioni che difficilmente ritroverete quando vi tatuate in uno studio, dove il rapporto tra cliente e tatuatore è più intimo. Qui la vostra pelle è esposta al pubblico, che ha la possibilità di vedere i tatuatori all’opera e assistere al completamento del pezzo “in diretta”.Torino7

La programmazione ha visto alternarsi sul palco del palazzetto esibizioni di pole dance, show di magia e illusionismo, breakdance ed il concerto del PGA, punk goes acoustic, capitanati da Andrea Rock, con la partecipazione di Ketty Passa ed Edo Rossi, oltre ai musicisti degli Andead.
Nella giornata di domenica si sono svolte anche le premiazioni per Miss Cover Girl e del Tattoo Contest.

Parlando invece del motivo principale per cui siamo andati a Torino, ossia i tatuaggi, l’impatto è stato ottimo!

Insieme ai maestri del realismo, del tatuaggio giapponese e del new school, siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel vedere sempre più stand proporre traditional ai propri clienti.
Pin Up, velieri, fari e tutti i soggetti classici del traditional erano impressi su tantissimi partecipanti alla convention, e grazie all’impatto visivo che questo stile di tatuaggio possiede si riuscivano a vedere anche a metri di distanza, non ci si poteva sbagliare!

Torino3Sempre più studi hanno un tatuatore che è “specializzato” nel traditional, e soprattutto qui, durante le convention, si può vedere come ognuno di essi cerchi di avere un proprio stile, una propria impronta caratteristica che lo distingua dagli altri tatuatori, rimanendo però sempre fedele alla tradizione ed ai soggetti.

Piccole sfumature, scelte cromatiche specifiche, tratti differenti su linee e riempimento hanno dato una grandissima varietà ai soggetti tatuati durante questa convention.
Nonostante rose e pugnali siano alcuni dei soggetti che la stragrande maggioranza della gente conosce vi assicuriamo che non ce ne erano 2 uguali!

Bello anche vedere tanti giovani tatuatori che già fanno dei lavori di tutto rispetto, a noi sono piaciuti molto Billi Boi, Gabriele Vagnoni, Mara Moon e tra i più giovani Chiara Pina e “Lollo”.
Tutti Traditional, ma ognuno con un suo stile!

L’Italia è da sempre un vivaio di artisti e anche nel tatuaggio molti giovani talenti stanno venendo fuori dagli apprendistati in giro per gli studi italiani, e la cosa non può che farci felici.
Anche il tatuaggio in sé sta uscendo un po’ dal circuito undergroung fatto “solo” di appassionati, ci ha fatto piacere notare famiglie in giro per la convention che ammiravano i disegni, e vedere padri entusiasti portati li dai loro figli ha dato un tocco in più alla manifestazione, tanti erano anche quelli che di tatuaggi magari non ne avevano!
Ovviamente  gli appassionati erano numerossimi e vedere tutti insieme tanti stili e tante persone nello stesso luogo, accumunati dalla passione comune per inchiostro e macchinette ha fatto si che anche questa edizione sia stata un successo!

Anche noi nel nostro piccolo siamo stati felici di partecipare e di raccontarvi un po’ quello che si respira a queste manifestazioni e speriamo che alla prossima convention veniate sempre più numerosi!

Come sempre ci sentiamo qua sotto nei commenti e sulla nostra pagina Facebook, alla prossima!

Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It
Al prossimo articolo!

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