BATTLE ROYALE

La Battle Royale è un tatuaggio storico simbolo dell’influenza creatasi all’inizio del 19° secolo tra la tradizione orientale e quella occidentale.

I soggetti sono animali coinvolti in una battaglia mortale. L’aquila, il serpente e il drago sono i classici più utilizzati, anche se può capitare di trovare tigri, pantere o altri volatili.

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Molte volte lo si può trovare nella versione a due soggetti, solitamente aquila e serpente intrecciati. In questa composizione il significato principale è quello della dualità: il bene contro il male, il sacro contro il profano, il terreno contro l’ultraterreno.

Nella tradizione orientale l’elemento duale è molto presente, basti pensare a yin yang ed al concetto di equilibrio tra i due opposti, che è alla base di tutte le cose.

La Battle Royale è un tatuaggio complesso, che esprime appieno le sue potenzialità se fatto su larga scala, la composizione e l’equilibrio dei vari soggetti presenti è fondamentale se si vuole creare un tatuaggio armonioso.

Qui sotto vi mostriamo un video in cui il tatuatore americano CJ Fishburn esegue una Battle Royale partendo dall’orginale , eseguito da due maestri del tatuaggio di inizio ‘900.

Non fatevi spaventare dall’inglese e dategli un’occhiata!

 

 

Presented by Cathedral Tattoo. Produced by Josh Fletcher of Vita Brevis Films. CJ’s work can be viewed at Instagram.com/BoyGentleman.

(traduzione dall’originale)

“Nel documentario “The Battle Royale: In All Colors by Electricity,” abbiamo filmato la creazione in time lapse da parte di Cj Fishburn del Cathedral tattoo di Salt Lake City.
Cj ha usato un rilievo dell’originale flash in acetato che i maestri Huck Spaulding e Paul Rogers crearono per il tattoo sulla schiena di DC Paul.
Ci inoltreremo anche più approfonditamente nell’archivio di CJ per capire le origini di questo design da parte del “re del tatuaggio” George Burchett.
Burchett era molto in contatto coi tatuatori orientali che si spostarono dal Giappone post industriale per volare in Europa e il suo modo di lavorare rispecchiava la concezione giapponese del tatuaggio.”

Ringraziamo Dan Fletcher per averci inviato questo documentario e speriamo che vi sia piaciuto.

 

 

STEVE E ALE, 147INK

“Qui niente selfie e social, solo tatuaggi.”

Tornati dalle vacanze siamo pronti a portarvi al civico 147 di viale Monza (Mi), dove si trova un piccolo studio che fa proprio al caso nostro, uno di quelli che ci piacciono tanto. Ovviamente è il 147 Ink, non vi potete sbagliare.

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Alessandro

Ad accoglierci troviamo Stefano Del Carro e Alessandro Cantagallo, che collaborano ormai da due anni in un clima molto amichevole, ma non fatevi trarre in inganno: questi ragazzi hanno le palle.

Il percorso che li ha portati fin qui è un po’ atipico rispetto a quello che siete abituati a leggere nelle nostre interviste. Entrambi non vantano apprendistati in studi blasonati e sono cresciuti professionalmente in un ambiente più underground.

Andiamo con ordine: Stefano, nonostante abbia fatto per gran parte della sua vita l’operaio metalmeccanico, dopo i trent’anni si è appassionato a questo mondo. All’età di 38 anni ha avuto l’occasione di svoltare: ha iniziato con un apprendistato e ha poi aperto in collaborazione con amici il 147 Ink, che ha rilevato dopo un paio di anni.

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Steve

 

Ora insieme a lui lavora Alessandro che tatua in modo professionale da due anni, ma che ha alle spalle un lungo percorso di crescita. La sua gavetta è durata una decina d’anni ed è orgoglioso di definirsi un autodidatta:

“Uno zio mi procurò la mia prima macchinetta circa 10 anni fa. Tatuavo me stesso e gli amici e nel frattempo facevo altri lavori. La scelta di diventare tatuatore è stata ponderata, e anche se è da poco che lavoro a livello professionale,la mia passione per il tatuaggio è iniziata quando ero ancora un ragazzino. Purtroppo però ho iniziato a lavorare in studio nel periodo peggiore: la moda ha snaturato un po’ questo mondo.”

 

Si perché Stefano e Alessandro hanno una visione “vecchia scuola” di questa professione e, come sapete voi che ci seguite, anche noi di Traditional tattoo It la pensiamo allo stesso modo.

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Alessandro

“Quello che mi piace di questo stile sono la potenza e l’efficacia. Il tatuaggio Tradizionale occidentale fa parte della nostra cultura e, rispetto ad altri stili, è quello che più mi rappresenta. Facciamo parte di qualcosa che è nato molto prima di noi e continuerà anche dopo.” Ci dice Alessandro.

Stefano aggiunge: “Mi piace l’idea di perpetrare una tradizione e di agire secondo un’etica precisa.”

Infatti abbiamo notato subito che entrambi hanno un aspetto piuttosto pulito: mani, collo e faccia sono privi di tatuaggi. Quando gli domandiamo cosa ne pensano della moda di tatuarsi prima questi punti rispetto ad altri, storcono il naso.

“é una questione di buon senso, dice Stefano. Pensiamo che ci siano degli step da seguire e anche che la prudenza da parte del tatuatore sia importante. Quando tatuo ho una responsabilità nei confronti del cliente e della professione.

Continua Alessandro: “sono tatuaggi che ti devi guadagnare, e per un tatuatore sono traguardi che raggiungi col tempo. Il problema è che in Italia manca questa cultura: tatuarsi è spesso una moda priva di essenza. Per esempio in America o in Inghilterra, quando un cliente entra in studio, è molto facile che scelga al momento un flash tra le tavole che trova alle pareti, perché è consapevole di quello che vuole. C’è più fiducia nel tatuatore e più preparazione culturale. Qui al contrario è difficile educare la gente, perché spesso se non fai quello che si aspettano escono dallo studio e trovano qualcun altro con meno scrupoli.”

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Steve

“In parte è anche colpa nostra, ribatte Stefano, quando un cliente entra in studio è nostra responsabilità indirizzarlo. Io cerco sempre di mostrargli tavole e riferimenti che possono aiutarlo a scegliere un tatuaggio più consapevole. Qualche volta qualcuno capisce e cede. Fondamentale poi è la crescita da parte nostra, mi rendo conto che da quando studio la storia e i grandi classici, ho fatto un netto salto qualitativo, ho acquisito consapevolezza riguardo i soggetti e più sicurezza nell’interpretarli.”

Come sempre ci ricordano che la ricerca e il confronto con altre realtà sono il miglior modo di evolversi e allo stesso tempo mantenere la tradizione.

 

A questo proposito Stefano ci confessa:

“Lavorare con Alessandro mi ha migliorato perché l’interazione tra di noi mi stimola costantemente. Anche l’autocritica aiuta moltissimo: personalmente sono sempre contento del mio lavoro perché mi piace, ma non sono mai del tutto soddisfatto. Passo molto tempo a rivedere i miei lavori per capire dove posso migliorare. Io faccio tatuaggi, non mi sento affatto un artista ma piuttosto un artigiano, e faccio fatica ad apprezzare un tatuatore che antepone l’autocelebrazione ad argomenti concreti. ”

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Alessandro

Anche Alessandro si trova d’accordo: “io penso ai tatuaggi tutto il giorno, è uno status mentale dal quale non riesco a staccarmi. Se per qualche giorno non faccio una tavola ne sento subito la mancanza. Faccio tanta ricerca e mi piace sperimentare. Penso che il massimo per un tatuatore sia riuscire ad essere riconoscibile: arrivare al punto in cui qualcuno guardando un tatuaggio per strada riesca a capire che è tuo.”

A proposito di tavole: lo studio ne è pieno. Il logo è decisamente visibile già se siete dall’altro lato della strada e, se avete studiato un po’, non potete fare a meno di riconoscere i maestri di questo genere, i cui lavori stanno ordinatamente incorniciati sulle pareti rosse.

Aprire nel posto giusto può fare la differenza, riuscire a inserirsi in un contesto territoriale diventando il riferimento di zona non è semplice. Questi ragazzi ce la stanno mettendo tutta per far sì che questo succeda cercando di soddisfare le richieste dei clienti, e allo stesso tempo provando ad ampliare la conoscenza popolare di questo genere spesso sottovalutato.

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Steve

Durante la nostra visita abbiamo trovato un ambiente rilassato e accogliente, parlare di tatuaggi con Stefano e Alessandro è stato veramente piacevole ed è uno studio che ci sentiamo di consigliarvi. Sia che ne sappiate già o che siate alle prime armi riguardo al tatuaggio tradizionale, qui al 147ink potete trovare qualcuno con cui parlarne.

Da parte nostra qui da viale Monza è tutto per oggi, ma noi non ci fermiamo certo qui, continuate a seguirci per scoprire la nostra prossima tappa e fateci sapere cosa ne pensate di questo studio a due passi da Loreto!

 

Un saluto da tutto lo staff di Traditional Tattoo It

 

INFO

147ink:  Viale Monza 147, Milano

Tel:  02 8723 6169

pagina fb studio

Alessandro Cantagallo instagram

Stefano del Carro instagram

 

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LADY QUETZAL TATTOO STUDIO

Traditional Tattoo it è di nuovo on the road con le sue interviste, tappa di oggi il Lady Quetzal Tattoo studio a Milano, quartiere isola.

image4Studio tutto al femminile, gestito da Alice ( Lady Q) con la preziosa collaborazione di Valentina (Miss Buffa), in un atmosfera decisamente vintage, un po’ come il quartiere che lo ospita.
Infatti Alice non solo è ovviamente interessata al tatuaggio tradizionale, ma all’interior design, all’oggettistica e alle atmosfere retrò a cui si ispira anche per i suoi tattoo flash.

Classico è stato anche il suo percorso e il suo primo approccio al mondo del tatuaggio, come ci racconta lei stessa:

Ho iniziato nel 2000 al The Tattoo Shop di Daniele Carlotti, facendo la gavetta classica che ci si aspetta, quindi gestione del negozio e dei clienti, preparazione dei disegni, pulizia delle postazioni,rifornimenti vari e tutto quello che si richiede ad un apprendista.”

(Tra l’altro Alice è stata apprendista prima di Marchese, che abbiamo già intervistato qui.)

Sono rimasta 7 anni in studio con Daniele e Paolo Caraffa, e in seguito sono approdata al Quetzal Tattoo di Angelo Colussi, a cui devo moltissimo. Insieme abbiamo deciso di aprire questo shop qui in quartiere Isola, che come vedete rispecchia il mio stile”

 
image7Anche Vale ha fatto la gavetta allo storico Body and Soul del piercer Mr Fab, seguita dal fumettista tatuatore Gianluca Sigurani (Pikkio), ora resedent al Quetzal Tattoo. Tra i due studi infatti c’è molta collaborazione.

Mentre intervistiamo Alice sta preparando un tattoo per un suo cliente, e ne approfittiamo per chiederle se nota differenze tra quando ha iniziato lei e il modo di approcciarsi oggi a questo mondo:

Quando ho inziato io, gli studi di tatuaggi si potevano contare sulle dita di una mano. Le persone che si tatuavano erano una minoranza, e i veri appassionati facevano parte di una cerchia ristretta legata alle controculture e all’underground milanese. I tatuaggi più richiesti erano anche quelli più diffusi e solo con i clienti più affezionati, potevi permetterti quello che allora era un lusso, ossia disegnare qualcosa di originale. Oggi la diffusione di quest’arte è tale da permettere agli artisti di concedersi di avere uno stile molto personale, di avere una potenzialità di ricerca e pratica che sino a una decina di anni fa era difficile. Grazie ai social e agli altri mezzi di diffusione è più facile confrontarsi anche con altri artisti in tutto il mondo.”

A questo punto le chiediamo se con tutta questa diffusione del tatuaggio e con l’apertura di tanti nuovi studi si sia creato un clima di competizione maggiore:

image6mah sinceramente io non l’avverto, tra tatuatori professionisti e di un certo livello c’è un grande rispetto gli uni per gli altri. I clienti si affezionano a uno studio non solo per lo stile ma anche per come vengono accolti, e lo studio a cui si rivolgono deve essere un punto di riferimento anche per farsi suggerire altri tatuatori.
Come per ogni lavoro che è anche passione, bisogna prima d i esercitare questa professione, conoscerne la storia, almeno quella della propria città e farsi tatuare sempre, da tutti gli artisti che meritano. E prima di aprire uno studio, almeno averci lavorato per un po’, saper gestire la quotidianità e le emergenze!

Intanto Alice ha iniziato a tatuare, e visto che ci avviciniamo alla convention di Milano, le chiediamo come ci si trova, dato che il Quetzal ha un posto fisso da tempo.

Più piccole sono e più sono divertenti. Quelle grandi sono confusionarie, anche se hai la possibilità di lavorare fianco a fianco con dei mostri che altrimenti non avresti modo di conoscere di persona. Le convention sono un luogo di incontro e confronto: puoi renderti conto di quanto i tuoi lavori possano piacere fuori dal tuo contesto. Milano è stata importante per molti anni, ma ultimamente trovo che quelle di Parigi e Londra siano le migliori.”

Avendo girato per convention e studi esteri, Alice fa alcune considerazioni:

image5Ho notato ultimamente all’estero la tendenza a preferire un grande studio con più poltrone e un giro di artisti diversi sotto lo stesso tetto, in un clima di collaborazione e scambio che gli permette di raggiungere un’eccellenza insieme. Si può imparare da tutti: i più bravi e i più giovani. In Italia si tende a coltivare ognuno il proprio orticello, con una minore crescita personale.

Penso che il futuro di questo mestiere sia il coworking.”

 

Le chiediamo se questo discorso valga anche per il cliente:

Sicuramente ho notato che la filosofia del consumismo ha investito anche questo ambito.

La gente preferisce la quantità alla qualità. Come per i vestiti o il cibo la qualità si paga, ma le persone cercano sempre il risparmio. Mi capita di rimediare a orrori da 20 euro, e ogni volta dico ai clienti che è anche una loro responsabilità. Possono scegliere. È il discorso che facevamo prima, con i social, instagram, internet, tutti hanno la possibilità di vedere i tatuaggi e di informarsi, non serve essere per forza un tatuatore per rendersi conto se un lavoro sia fatto bene o no.”

image3A furia di chiaccherare ci rendiamo conto che il tempo a nostra disposizione è finito, un altro pomeriggio è passato in un lampo, e anche questa intervista ci conferma quello che già sappiamo e che sapete anche voi che ci seguite: informatevi! Cercate! Confrontatevi!

Il tatuaggio è vostro, ma lo volete un bel tatuaggio o no!?
Se Lady Quetzal vi è piaciuta passate a trovarla, noi come sempre vi lasciamo qui sotto tutti i link

Alla prossima intervista!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo it

 

 

Lady Quetzal Tattoo
Via Thaon di Revel 20159 Milano
Tel: 0236521115
Email: Ladyquetzaltattoo@gmail.com
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MARCHESE & DAN CIPRIANI, THE BLACK RIVER TATTOO

Anno nuovo intervista nuova!
Per la prima intervista del 2015 Traditional tattoo It è andata a trovare Marchese e Dan Cipriani, al The Black River Tattoo.

Come fortunatamente ci è sempre capitato, anche qui abbiamo trovato ragazzi in gamba e un accoglienza strepitosa, oltre alla voglia di raccontarsi da parte dei due tatuatori a noi che alla fine siamo neofiti!

Taccuino alla mano, penna carica e subito il primo a essere messo “sotto torchio” è Marchese, che intanto è alle prese con una cliente ed una mongolfiera. Ci racconta il suo background, che è passato dai graffiti degli anni 90 allo studio dove lavora ora, e che lo ha visto imparare a fare questo mestiere in uno studio “su strada dal 1985”.

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Marchese

Ci racconta Marchese:
“ll mio percorso è iniziato a metà anni 90, quando facevo il graffittaro, assolutamente illegale!, e ho iniziato a lasciare il mio marchio. Da qui anche il nome “Marchese”. Poi sono passato al tatuaggio, e la prima cosa che ho fatto è stato farmi tatuare!  Ho fatto il mio primo pugnale su una gamba e poi dopo un mese subito un altro. Stavo cercando uno studio che mi facesse il tatuaggio e ho trovato questo che diceva: il primo su strada dal 1985. E’ il The Tattoo Shop di Daniele Carlotti. Il mio apprendistato è stato proprio da lui, ed è stato il classico apprendistato, vecchia scuola. Segretario, pulizia negozio e attrezzatura, disegno, disegno, disegno.

“Con lui ho iniziato davvero a fare i tatuaggi, e mi ricordo che il primo periodo non dormivo la notte, tanta era l’ansia per il tattoo del giorno dopo. Mi è piaciuto sin da subito la sensazione che ti dà tatuare un’altra persona: l’adrenalina, e la consapevolezza di sapere che non puoi sbagliare, è un one shoot”

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Dan Cipriani

Dan invece si è avvicinato al tatuaggio durante il periodo della leva, dove già disegnava .

“ i miei commilitoni vedevano i miei disegni e andavano a farseli tatuare, così una volta finito il militare ho iniziato a farmi tatuare negli studi e da i tatuatori che stimo , tuttora lo faccio sempre per imparare e per prendere ispirazione.”

Parlando con Marchese e Dan il discorso continua su cosa intendono loro per tatuaggio, che cosa li spinge a fare questo lavoro e cosa intendono loro per traditional, per tradizione

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Marchese

 

Marchese ci dice:

”il tatuaggio tradizionale per me è quello vecchia scuola, quello dei maestri, sia che si parli di occidentale che di orientale. La differenza è che sull’occidentale all’inizio copi i grandi del passato per farti la mano,puoi ricalcare i disegni, ed il canone estetico è quello: una rondine si farà sempre così, una rosa sempre così ecc…
Ora invece ho iniziato anche a studiare bene il giapponese, e la differenza è che qui non puoi copiare per farti la mano, ci sono le linee guida ma devi essere tu a creare il tatuaggio”

Dan Cipriani

Dan Cipriani

 

Per Dan invece:

“parlare di tradizionale per me è un po’ riduttivo, sento ragazzini che dicono: io faccio solo tradizionale: si ma tradizionale rispetto a cosa? A me appassiona proprio il tatuaggio, sono sempre alla ricerca di fonti, colleziono libri, mi confronto con il lavoro di tantissimi altri artisti, sono affascinato dalla storia del tatuaggio e quello che mi spinge a continuare è la ricerca stessa. Una nuova cosa da apprendere, un nuovo modo, un confronto con un altro artista. Senza di questo, senza la “fame” di tatto, senza la voglia, tanto vale che appendi la macchinetta al chiodo.”

 

Anche Marchese concorda su questo, la ricerca continua e la voglia di migliorarsi, di non sedersi e non fossilizzarsi sui propri lavori o traguardi è importante, perché senza questa voglia sei finito come tatuatore e come studio.

Marchese

Marchese

In merito a questo tatuare in questo periodo è stimolante grazie soprattutto a internet: si ha modo di confrontarsi e di vedere i lavori di moltissimi tatuatori, cosa che quando Marchese e Dan hanno iniziato non c’era:

“passo sempre un paio d’ore al giorno a vedere i lavori di artisti che stimo, o di nuovi tatuatori che magari non conosco neppure. Con internet si scopre ogni giorno un talento nuovo, e c’è una condivisione che era impensabile 8-10 anni fa, dove eri limitato ai lavori dello studio dove stavi imparando e a quelli in zona”, ci dice Danora invece posso vedere cosa fanno i tatuatori da tutto il mondo, e mi stimola per continuare a migliorarmi e a crescere.”

Dan Cipriani

Dan Cipriani

Verissimo, ribatte Marchese:

“ogni tatuatore ti da qualcosa e ti lascia qualcosa, dal maestro che tatua da anni al ragazzino che ha appena preso in mano una macchinetta. Sempre bisogna mettersi in gioco, perché dietro l’angolo c’è sempre qualcuno più bravo, più avanti”

“i più grandi tatuatori sono sempre i più umili, e i più entusiasti del lavoro che fanno” (Dan)

Lo studio poi è sempre aperto a collaborazioni e Dan ogni anno ha il “mal di california”, per cui viaggia e si confronta con tatuatori californiani, gente di cui ha letto nei libri:

“è affascinante vedere come persone di  cui leggi nelle riviste e nei libri ti apra la porta del proprio studio e ti faccia sentire a casa. La prima volta che sono stato ospite in california all’ The Honorable Society non sapevo neanche cosa dire, e invece ho trovato ragazzi umilissimi che mi hanno lasciato tantissimo.”

Qui in italia Dan guarda con attenzione la scuola della capitale, dove ogni anno cresce qualche vero talento.

Marchese

Marchese

Oltre a Dan e Marchese, ora anche il cliente è affamato e “acculturato” sul mondo del tattoo, grazie sempre ai social e anche ai reality. Tutt’e due i ragazzi riconoscono che in qualche modo sono stati positivi, perché hanno sdoganato un po’ il mondo del tattoo e chi viene in studio sa già cosa vuol dire farsi tatuare, anche se ovviamente la realtà di uno studio è ben diversa da quello che il reality fa vedere.

soprattutto, dice Dan, il tatuatore non si deve mai mettere su un piedistallo, o pensare di essere un Dio che dice:io faccio solo questo. Niente di più sbagliato, il tattoo è di chi lo fa, non di chi ne parla. Un lettering, un tribale, un classico, devi essere in grado di fare quello che il cliente richiede.

“infatti io, ribatte Marchese, non sono in grado di fare un realistico o un ritratto, e non mi vergogno di dire al cliente di indirizzarsi verso un altro studio ed un altro tatuatore. Faccio tatuaggi, non imbratto la gente, se non sono in grado non lo faccio.”

I ragazzi ci tengono molto a questa cosa, visto che l’etica del tatuaggio un po’ si sta perdendo. Il rispetto tra tatuatori e tra tatuatore e cliente è fondamentale, ed è una cosa che bisogna tramandare da una generazione di tatuatori alla successiva, il tattoo è una tradizione che deve essere mantenuta da chi fa questo mestiere, non ci si può improvvisare tatuatori senza una vera passione, perché quello che è di moda passa, quello in cui credi resta.

Dan Cipriani

Dan Cipriani

“ogni giorno mi sveglio con il sorriso, dice Marchese, e sono grato a Daniele e a chi mi ha fatto entrare in questo mondo.  Ogni volta che imparo qualcosa, che miglioro, è come una rinascita, è sempre una riscoperta. Non so per quanto farò questo mestiere, ma di sicuro smetterò quando non avrò più lo stimolo a migliorarmi come tatuatore e soprattutto come persona.”

Detto questo ragazzi non sappiamo come chiudere al meglio la nostra intervista, se non dicendovi di documentarvi, di cercare il tatuatore che fa per voi, di andare allo studio, di parlarci. Il tattoo è una passione che passa tra tatuatori e tra clienti, è uno scambio anche umano di sensazioni ed emozioni.

Noi di Traditional Tattoo It vi salutiamo e vi lasciamo come sempre tutti i contatti dello studio, alla prossima intervista!

un saluto

Lo staff di Traditional Tattoo It

 

THE BLACK RIVER

Via Padana superiore 36

Tel :02 8687 6006

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AMANDA, LOLLO , RUST : AMANDA TOY TATTOO PARLOUR

“Il tatuaggio non e’ essere una superstar, e’ artigianato”

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Eccoci nuovamente in giro per studi, pronti ad un’altra chiaccherata a tu per tu, questa volta con i ragazzi dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour!

Amanda Toy e’ la proprietaria dello shop, e insieme a Lollo Red e Lorenzo”Rust” Garattini gestisce studio e clienti. Studio che ricalca fedelmente lo stile surreale e bizzarro di Amanda: tra dinosauri, caramelle e buffi personaggi in giro per il negozio capirete subito che tipo di tatuaggio andrete a farvi!
Insieme alla tavole di Amanda ci sono anche quelle di Lollo, e anche qui non potete sbagliarvi, e’ Traditional!!

Anche questa volta riusciamo a parlare con i ragazzi mentre sono al lavoro, e iniziamo la nostra intervista con Amanda, che ci racconta come e’ entrata in questo mondo:

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Amanda Toy

“Ho inizato nel 1996 , e mi sono avvicinata al tatuaggio tramite amici: mi ricordo che ero ad una convention a Bologna e mi si e’ aperto un mondo, non ho avuto alcun dubbio che quella fosse la mia professione!
Mi ha attirato piu’ di tutte l’idea di poter fare qualcosa di creativo, anche se per certi versi e’ un paradosso: in questo mondo ci sono molte regole non scritte da rispettare e devi trovare il giusto compromesso tra un bel disegno ed un tatuaggio efficace, che rimanga inalterato nel tempo.”

Andando avanti con l’intervista Amanda ci spiega come vede lei il tatuaggio e su come e’ arrivata allo stile che la contraddistingue oggi:

“Prima di tutto sono convinta che Volere e’ Potere, se vuoi una cosa e ti impegni, riesci ad ottenerla. Trasportandola nel mondo del tattoo ho sempre cercato di raggiungere gli obbiettivi che mi ponevo, evitando di sedermi sugli allori e mettendomi sempre in discussione. Se ti senti arrivato la gente ti cammina davanti, e perdi il treno. Bisogna saper riconoscere i propri limiti, migliorare le lacune e apprendere.”

Continua poi:

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Amanda Toy

“il tattoo e’ sensibilita’ artistica, bisogna capire come trasportare un’idea sulla pelle e renderla efficace, senza caricare troppo, ma con quelle 3-4 cose che colpiscono gia’ da subito. Per questo mi e’ piaciuto da subito il tatuaggio tradizionale. La sua forza sta nell’impatto visivo, poi a me piace anche la potenza del nero, quindi mi e’ venuto naturale evolvermi in questo ambito. Con il tempo ho sviluppato sia le linee che i colori, arrivando a fare quello che sentivo piu’ mio.”

 

Mentre stiamo chiaccherando Amanda finisce il tattoo sulla sua cliente, e Rust, che e’ l’apprendista, si accinge a pulire la postazione e a sistemare l’attrezzatura. Ne approfittiamo per fare un paio di domande anche a lui, soprattutto per quello che riguarda l’apprendistato e su come e’ approdato da Amanda:

lorenzo "RUST" Carattini

lorenzo “RUST” Garattini

“In realta’ all’inizio il tatuaggio non mi interessava neanche, sono cresciuto nel periodo del tribal anni 90 e sapevo poco di questo mondo. Finito il liceo artistico mi sono avvicinato alla pittura su tela ed a olio. Ho conosciuto poi Pinto, che tatuava in Sardegna, che mi ha fatto vedere lo studio e spiegato le diverse scuole di tatuaggio, allora da li ho pensato subito : Ah che figo! Questi sono pittori che fanno opera d’arte sulla pelle! Da li ho iniziato il mio percorso, girando con le mie tavole per vari studi, e sono approdato qui da Amanda.”

 

Amanda interviene e ci spiega che:

“Rust mi e’ piaciuto a pelle sin da subito, anche se all’epoca avevo gia’ un’altra ragazza come apprendista. Ci ho parlato e mi ha lasciato il suo cd con su tutte le tavole. Una cosa tira l’altra e quando la ragazza che stava con me ha mollato, ho ripescato il suo cd, che stava li a fissarmi sulla scrivania, con la sua copertina, e l’ho richiamato. Il giorno dopo ha iniziato ed ora e’ qui con me ad imparare!”

Lorenzo "RUST" Carattini

Lorenzo “RUST” Garattini

Ora quindi Rust sta facendo l’apprendistato classico, la gavetta, che personalmente a noi di Traditional Tattoo piace molto come approccio: si disegna, si guarda il “maestro”, si prende confidenza con la tecnica e le attrezzature.
Secondo noi in questo modo si capisce anche se l’apprendista e’ realmente motivato e ha passione. Infatti ci racconta:

“Ora come ora mi butto sui flash, imparo le linee, le sfumature, le basi. Purificare e sintetizzare il disegno in modo che si adatti al tatuaggio non e’ semplice, ed attulmente non prediligo uno stile particolare, me ne piacciono diversi. Ovviamente a questo punto passo dalle “tamarrate” e dal tatuaggio commerciale, anche se ora sto finendo una serie di tattoo e sto spingendo su questi.”

L’ultimo a passare sotto “interrogatorio” e’ Lollo Red, anche lui alle prese con un pezzo su un cliente:

“Come ho iniziato? Tra virgolette per gioco: un’amico mi ha regalato una macchinetta e mi sono interessato a come si usasse, al montaggio e tutto  quanto. Ho marchiato chili di frutta e una sera ho fatto il mio primo tattoo ad una tipa. Da li li ho fatti poi su di me, su amici ed ho capito che era veramente una passione.”

Da qui Lollo ci racconta come ha imparato e come alla fine e’ arrivato all’Amanda Toy Tattoo Parlour:

Lollo Red

Lollo Red

“Mi ricordo che ho fatto una rosa da Marco Leoni a Bologna, e sono rimasto subito attirato dall’impatto del tatuaggio. Sono stato autodidatta anche nel disegno, quindi non avevo uno stile gia’ mio, ho imparato come conseguenza del voler tatuare, e per un’anno e mezzo mi sono allenato a casa nel disegno. Da li ho iniziato  girare vari studi di periferia, che mi spiegavano le basi. Ho fatto poi un altro anno e mezzo come apprendista all’officina tattoo.”

Continua Lollo:

“un paio di anni fa’ mi ha contattato Amanda, e all’inizio ho declinato l’offerta, poi mi sono reso conto che era tempo di inizare a fare le cose per conto mio ed ho accettato,da settembre sono qui allo studio.”

Sullo stile di Lollo possono esserci pochi dubbi: solido e tradizionale!

“Sono fortunato perche’ in molti gia’ conoscono il mio stile e vengono apposta da me per farsi tatuare i miei soggetti, anche se il commerciale e’ una parte importnte del lavoro, ed e’ anche il mio ruolo all’interno dello studio.

Lollo Red

Lollo Red

Mi piace molto poi la scuola Americana, i tatuaggi di Mike Wilson, e il viaggio piu’importante che faro’ sara’ sicuramente in America, che e’ la patria del tradizionale.
Gia’ da quest’anno sono piu’ libero e ho intenzione di fare piu’ convention possibile, oltre a varie ospitate: collaboro con Adrenaline di Follonica, Highscore tattoo di Bolzano e Domenico Marini a Roma. Continuo a crescere e spero tra un  paio di anni di riuscire a fare qualche ospitata  negli States e che qualcuno noti i miei lavori.”

Verso la fine dell’intervista chiediamo ai ragazzi cosa ne pensano di com’e’ il tatuaggio oggi e di come si e’ evoluto in questi ultimi tempi:

“Come per altre cose ora nel tattoo c’e’ stato il boom, e io sono un po’ figlio di questo (Lollo),ma tra tutti gli studi in giro per il paese e’ normale che ci sara’ una sorta di selezione naturale tra chi fa’ questo lavoro per vera passione e chi lo fa’ semplicemente per moda.
Il tatuaggio e’ una forma di artigianato e segue delle regole ben precise.
Anche il mondo dei social puo’ essere un’arma a doppio taglio: grazie a facebook e Instagram i tatuatori hanno la possibilita’ di condividere i propri lavori e di farsi notare da piu’ gente possibile.Va detto pero’ che c’e’ chi ha lavorato anni per raggiungere un certo stile e maturita’ nel tatuaggio, mentre ci sono altri che sono novellini e si mettono sullo stesso piano grazie a internet. Il consiglio quindi e’ quello di tatuare per passione, non per raggiungere uno status o la notorieta’, perche’ solo cosi si avranno dei lavori che vogliono dire veramente qualcosa!”

Noi di Traditional Tattoo siamo d’accordo con questa visione e vi consigliamo sempre di decidere bene da chi farvi tatuare e cosa fare, in modo da evere qualcosa di cui siate soddisfatti e che non vi stanchi dopo 2 mesi!

Detto questo siamo arrivati ancora una volta alla fine della nostra chiaccherata e dobbiamo salutare I ragazzi dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour, lasciandoli ai loro clienti!

Passate dallo studio e parlate con i ragazzi, fatevi consigliare e mentre siete sotto alla macchinetta fatevi raccontare un po’ come se la vivono allo studio, ne vale la pena. Sulla passione che ci mettono non c’e’ discussione, ed  lavori alla fine la riflettono in toto!

Noi ci sentiamo come sempre sulle nostre pagine per qualsiasi comment, informazione, critica!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

 

INFO

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FLORENCE TATTOO CONVENTION 2013

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“Ready, set, Go! Traditional Tattoo It è di nuovo in viaggio e questo week end si è fermata a Firenze, per la sesta edizione della Florence Tattoo Convention.”

Presenti quindi alla Fortezza del Basso, location di questa convention, insieme a migliaia di appassionati che hanno affollato gli stand durante tutta la durata della manifestazione.

Una location la Fortezza che a nostro parere si è rivelata perfetta per un appuntamento di questo genere: gli spazi espositivi sono stati gestiti in maniera intelligente e i “corridoi” tra i vari stand erano abbastanza larghi da permettere a tutti di girare per la manifestazione senza resse e incazzature. Se sieste stati alle convention di Roma o Milano avrete presente gli imbuti e la calca che si genera in certe situazioni.

Mirek Vel Stotker

Mirek Vel Stotker

Qui invece ogni tatuatore aveva il suo stand ben organizzato, con l’area merchandise separata e un spazio apposta per la Stage Area, che ha visto protagonisti spettacoli di burlesque, performance di danza, dj set e live music.

Un’ altra area è stata allestita apposta per le opere dei vari artisti, e a noi di Traditional Tattoo It ci è piaciuta soprattutto la mostra “By all Means Necessary”, dove i tatuatori hanno presentato delle tavole ispirate alle cover di alcuni degli album più famosi della storia del rock.

Ora però entriamo nel vivo e vediamo chi c’era a questa edizione della Florence Tattoo Convention.

Praticamente era presente tutta l’Italia, rappresentata da nord a sud: gli studi del milanese, i tatuatori della scuola genovese, ovviamente gli studi toscani, gli artisti della capitale, i ragazzi del salernitano e le isole, capeggiate dai tatuatori dalla scuola sarda.

Dall’estero c’erano ospiti da Brasile, Spagna, Stati Uniti, Danimarca, Inghilterra e Olanda, rappresentata dallo storico Tattoo Peter di Amsterdam, in attività dal 1955, capitanato alla convention da Bill Loika!

Lupo HoriOkami

Lupo HoriOkami

Per gli amanti del giapponese Lupo HoriOkami, del Mushin Tattoo Studio, era presente in pedana.

C’erano poi i “vip”, i ragazzi che in questo momento godono di una maggiore visibilità. Ecco allora la formazione del Milano City Ink, Luca Natalini con il suo nuovo studio, Andrea Lanzi e Samuele Briganti, che ha presentato in convention il suo libro “Il Segno Della Passione”, una raccolta di tavole realizzate da più di 70 tatuatori dedicate a Maurizio Fiorini.

Anche in questa edizione erano presenti tutti gli stili del tatuaggio, traditional, new school, realistico, giapponese e tribale, ognuno con i maestri dello stile.

Noi che parliamo di traditional abbiamo avuto nuovamente la conferma che questo filone sta riprendendo sempre più piede in Italia, e che il livello artistico dei vari tatuatori della penisola è sempre altissimo.

Girare tra gli stand e riconoscere già dallo stile delle tavole esposte l’artista o lo studio dimostra come nonostante i soggetti siano i classici della cultura occidentale e marinara, i tatuatori sono in grado di dare la loro personale interpretazione senza perdere le linee guida che rendono questo stile così riconoscibile.

Quindi pugnali, pin up, serpenti, teschi, velieri, fari, aquile, rose, erano tutti presenti a questa convention, sugli sketch e sulla pelle degli appassionati che si aggiravano alla manifestazione.

Bill Loika

Bill Loika

I ragazzi del Led Tattoo e del Ladies & Gents Tattoo Parlour, che abbiamo già intervistato sulle nostre pagine, hanno partecipato a questa edizione, condividendo questa esperienza insieme a tatuatori che a noi piacciono molto, come Stizzo, del Best of Times tattoo studio, Miss Juliet, Francesco Garbugino dell’Ink’N roll Tattoo, Tofino, Linda Iacono dei Trafficanti D’Arte, Davide Pitteri dello Skingdom e Lollo, dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour.

Ancora una volta siamo rimasti colpiti dall’atmosfera che si respira ad una tattoo convention, vedere insieme appassionati, neofiti e persone semplicemente curiose girare per gli stand, tutti col sorriso stampato in faccia, occupati a passare una bella giornata a stretto contatto con questo mondo fa piacere.
Anche il rumore era quello giusto: appena si entra il ronzio delle macchinette vi avvolge,e se avete già dei tatuaggi quel suono un piccolo formicolio siamo sicuri che ve lo strappa!

In conclusione noi di Traditional Tattoo It siamo convinti che piano piano il tatuaggio verrà considerato come un arte vera e propria qui in Italia e che la sua diffusione sempre maggiore porti anche ad un interesse e ad un’informazione migliore.

Sfortunatamente siamo giunti al termine del nostro resoconto. Speriamo che nel nostro piccolo siamo riusciti a trasmettervi un po’ di curiosità, con i nostri articoli e le nostre interviste, e di vedervi numerosi alle prossime convention in giro per l’Italia e , perché no, in giro per l’Europa.

Noi sicuramente faremo in modo di esserci e di raccontarvele!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo it

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FABIO, CORRADO, FRANCESCA : LADIES & GENTS TATTOO PARLOUR

“As ancient as time, as modern as tomorrow”

Tornano le interviste di Traditional Tatto It!

Questa settimana siamo stati a Sesto S Giovanni e siamo andati a trovare i ragazzi del Ladies & Gents Tattoo Parlour.

ladies e gents

Loro sono Fabio Scala, Corrado Carnevali e Francesca Zigrino, e ci hanno accolto nel loro studio per passare una giornata all’insegna di tattoo e chiacchere.

Studio che parla da sé già al primo impatto: si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo, l’ingresso è arredato come un salotto anni 40 , con una moltitudine di tavole dei grandi maestri del traditional appese alle pareti. Una massiccia scrivania funge da reception e una porta divide la sala d’attesa dall’area di lavoro, dove ogni tatuatore ha la sua stanza, perfettamente attrezzata secondo i canoni igienici del tatuaggio moderno.
Conosciamo ora meglio chi lavora qui da Ladies & Gents Tattoo Parlour:

il primo che ci racconta di sé è Fabio, il proprietario dello shop:

è dal 2001 che ho intrapreso questa professione, sono sempre stato capace di disegnare e grazie ai consigli di Angelo Colussi ho iniziato ad impegnarmi seriamente. Importante è stata la mia esperienza a Londra, dove ho vissuto per 2 anni e dove ho conosciuto la mia compagna. Lavoravo in un tattoo shop in Candem Town, che faceva principalmente walk in, dove ho imparato sia a gestire il mestiere che a gestire la clientela. Tornato in Italia ho chiesto a tutti gli studi di Milano, ma gli spazi erano già presi ed il lavoro poco. Ho deciso così di aprire un negozio tutto mio, anche per sfuggire all’atmosfera milanese, che dopo l’esperienza di Londra mi restava un po’ stretta. Ho trovato un annuncio di affitto qui a Sesto e ho preso un spazio, che era a 100 metri da dove siamo adesso, ho tirato su il mio shop e ho lavorato da solo, poi ho avuto un apprendista per un paio d’anni. Ora mi sono trasferito nella sede attuale e collaboro con 2 grandi professionisti.”

Corrado è uno dei 2 professionisti che collaborano con Fabio, ed è il suo turno di dirci come è approdato al Ladies & Gents Tattoo Parlour:

“Ho iniziato a tatuare 5 anni fa, ma è da 6 che ho avuto la folgorazione. Avevo prenotato un tatuaggio da Stizzo, e lì ho avuto l’illuminazione: mi sono imposto un anno di disegno forzato e di studio del tatuaggio tradizionale, e grazie ai consigli dello stesso Stizzo  e dei tatuatori della scuola genovese, tra qui ringrazio tantissimo Tamma, ho iniziato a produrre le prime tavole e successivamente ho fatto i primi esperimenti con le macchinette sui miei “amici-cavia”. Ho iniziato a lavorare in uno shop a Monza per poi aprire insieme ad un amico un negozio a Cologno, ma dopo un anno notavo che l’ambiente non mi stimolava. Tra le varie amicizie ho conosciuto Fabio in convention, e ci siamo trovati in sintonia quasi subito, così da Giugno sono fisso qui allo studio.”

Mentre Corrado ci racconta il suo background Francesca è impegnata nell’altra stanza con un cliente, appena si libera si unisce ai colleghi e ci racconta la sua storia:

Ho conosciuto Fabio ad una tattoo convention ad Amsterdam, ero apprendista da un tatuatore e lui aveva lo stand di fianco al mio. Chiaccherando con lui ho preso i suoi contatti e ho prenotato un tatuaggio, e parlando ho trovato posto come sua apprendista. E’ stato un apprendistato tosto ed intenso: la sera, a negozio chiuso, tatuavo amici e parenti, mentre durante l’orario di esercizio guardavo cosa faceva Fabio, studiavo sui libri e mi allenavo a migliorare il disegno e lo stile, capendo cosa mi piaceva e cosa no in un tatuaggio. E’ stato un periodo intensissimo, e un grazie particolare va al mio ragazzo che mi ha dato fiducia e mi ha spinto ad intraprendere la professione, sostenendomi sempre. Ora ho il mio posto qui allo studio, ma l’apprendistato non finisce mai! Sono stata molto fortunata, non è facile trovarsi dopo un anno e mezzo a lavorare in uno studio di questo livello con artisti come Fabio e Corrado, e questa è una spinta a continuare  ad impegnarmi e a crescere.”

Tutti e tre i ragazzi eseguono tatuaggi in stile tradizionale, e con i loro stili danno un impronta caratteristica allo studio. Questa è una cosa che in Italia non è scontata, infatti ci raccontano Fabio e Corrado:

quando uno dei tatuatori non è disponibile il cliente viene affidato ad un altro di noi: questo non è uno sbolognare una grana! Il cliente viene affidato ad un altro perché  siamo consapevoli che ognuno di noi tre è in grado di svolgere un ottimo lavoro e di soddisfare le richieste. In Italia il cliente è diffidente rispetto a queste situazioni, mentre invece all’estero è assolutamente normale, questo perché chi si tatua conosce lo studio ed il livello degli artisti che ci lavorano dentro, ed è informato su quello che andrà a tatuarsi e con chi.”

Il  tenere un certo standard poi è anche uno stimolo per i ragazzi, si instaura una sorta di sfida a livello amichevole tra di loro, ognuno si sforza di dare il massimo e di eseguire ottimi pezzi, che soddisfino il cliente ed il tatuatore.

Fabio è IL tradizionale: linee solide, spesse, tatuaggi di grande impatto e che si notano già da metri di distanza, i giusti colori e soggetti classici, sia della tradizione occidentale che orientale.
Corrado è più essenziale, più vicino allo stile newyorkese e di brooklin.
Francesca ha uno stile più fine, con tratti più leggeri e più decorazioni, ma state sicuri che tutti e tre sanno esattamente come si fa un tradizionale!

La professionalità si vede anche quando lo studio decide di NON eseguire un tatuaggio: per esempio faccia, mani e collo sono zone che non vengono tatuate a meno che il cliente abbia già un numero significativo di tatuaggi. Anche per i minorenni ha una politica ben precisa, non si tatuano.

Questo è anche un modo per diffondere la cultura e l’etica del tatuaggio ed educare il cliente che spesso, soprattutto in Italia e nell’ambito del tatuaggio commerciale, non si rende bene conto di cosa andrà ad imprimersi sulla pelle.
Con la diffusione dei reality sui tattoo molta più gente è attratta da questa arte, ma non è informata come dovrebbe: Fabio pensa che “se fossero fatti bene avrebbero le carte in regola per aprire scenari interessanti, e far scoprire a tanti quello che è una passione, non una moda.”, anche Francesca ci spiega che: “avrebbero più senso se spiegassero la cultura che sta dietro ai tatuaggi, invece per come sono concepiti è solo un commercializzare il tatuaggio alla massa.”

Potremmo stare ancora ore a parlare con i ragazzi, che hanno un sacco di cose da raccontarci, ma vi lasciamo il compito di chiedergliele voi stessi quando andrete a farvi tatuare da loro. Se volete un tatuaggio senza tempo, un classico, e volete respirare un atmosfera diversa dal “solito” tattoo shop, passate al Ladies & Gents Tattoo Parlour e controllate di persona i loro lavori!
Occhio però a non salpare con la prima nave in arrivo appena usciti dallo shop, visto che un pezzo di porto si è ancorato davanti ad un marciapiede si Sesto S Giovanni!

Alla Prossima con altre interviste e altre storie!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

Info

LADIES & GENTS TATTOO PARLOUR

VIALE ITALIA 996, 20099 SESTO SAN GIOVANNI ( MI)

Tel : 02 49796404

http://www.ladiesandgentstattooparlour.com

Facebook: https://www.facebook.com/ladiesandgentstattoo

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LUCA MARTIN & NICO LAVORATORI, LED TATTOO

Oriente e Occidente si incontrano.

Questa settimana Traditional Tattoo it è andata a trovare Luca Martin e Nico Lavoratori, del Led Tattoo di Perugia.

Luca e Nico hanno 2 stili ben definiti: Giapponese per Luca e Traditional per Nico, ed abbiamo deciso di partire con l’esperienza di Luca(sopranomminato da tutti Led) sullo stile giapponese e sul suo percorso di tatuatore, che possiamo definire tradizionale nello stile trattato e soprattutto nella modalità con cui è diventato professionista e sull’esperienze fatte.

Ci racconta Luca:
“Ho iniziato da giovanissimo nella sala giochi e nel centro sociale occupato dove vivevo gran parte della mia giornata, da autodidatta, tatuando a mano amici e conoscenti. Ho tatuato in casa e ho frequentato uno studio in centro città, poi a 19 anni ho deciso di aprire il mio tattoo club in via Jacopone da Todi ( Perugia ndr),LED TATTOO, che ho gestito per 16 anni , quando poi ho trasferito lo studio nella location attuale all’ ottagono.”

Come per molti tatuatori che hanno iniziato negli anni 90, anche per Luca le esperienze migliori e le possibilità maggiori di crescita sono state attraverso i viaggi in giro per il mondo.

Mi ricordo che negli anni 90 ho iniziato con i tribali, e durante l’anno da obiettore di coscienza tatuavo la sera finito il turno. Appena finito l’anno sono partito in giro per il mondo, tatuando on the road. Sono stato in Thailandia, Nuova Zelanda, Isole Samoa, Borneo e Messico. In Borneo ho partecipato alla prima convention di tatuaggi mai fatta in quella terra, e ho fatto un viaggio via terra da Bankok a Bali, passando per Sumatra e visitando le isole Mentawai, dove ancora esiste il tatuaggio ancestrale.”

Led tattooTutti i viaggi che ha fatto Luca sono stati finalizzati alla  conoscenza delle radici dell’arte del tatuaggio moderno e a capire l’articolarsi dei vari stili etnici.
Nel 2002 ha avuto il piacere di conoscere e collaborare con Jimmy Wong, la leggenda del tatuaggio thailandese, con cui ha lavorato al suo fianco per diversi anni, tatuando nel suo piccolissimo studio a cavallo delle due zone a luci rosse piu importanti di Bangkok.

Il momento migliore di Luca è stato nel 2007 quando ha avuto l’opportunità di conoscere il maestro giapponese Horiyoshi III con cui inizia il suo progetto del tatuaggio dell’intera schiena durato due anni,e dove ha potuto approfondire lo studio del tatuaggio tradizionale Giapponese.

Ora ci racconta Nico di come si è avvicinato all’arte del tatuaggio e delle sue esperienze:
“Quando ero giovane già bazzicavo nell’ambiente del tatuaggio, ed ho iniziato dando una mano ad un mio amico tatuatore, ho continuato ad appassionarmi sempre di più a questo mondo e tra il 2002 ed il 2005 è nata l’amore vero e proprio.”

Continua Nico:
Da fine 2007 ho inizato a tatuare seriamente, ho fatto un periodo qui a Perugia e poi mi sono trasferito a Rimini un anno da Miss Arianna per collaborare, ma soprattutto per imparare e confrontarmi. Anche per me i viaggi in giro per il mondo sono stati la svolta, sono stato in California 5-6 volte, dove il traditional è al top, ho lavorato a Londra, in Spagna e per qualche tempo in Messico. Fino allo scorso anno facevo pendolare tra uno studio di Perugia e uno di Roma, per poi approdare al Led Tattoo. Posso dire che ora che collaboro con Luca ho finalmente trovato una sicurezza.”

Quest’estate Nico è stato ancora in America, dove ha collaborato con Blackdiamond tattoo e Honorable Society tattoo a Los Angeles, all’ Idle hand tattoo di San Francisco, al Lifetime tattoo di Denver ed alla Tatto Convention di Boston.

Luca e Nico lavorano al Led studio e ospitano spesso guest ed altri artisti, in modo da rimanere sempre stimolati e con la continua possibilità di crescita professionale. Alla reception c’è il loro collaboratore, che ormai è quasi 2 anni che è insieme a loro nello studio.

Parlando appunto di collaboratori si arriva all’argomento apprendistato, ed anche qui Luca e Nico si trovano d’accordo sul fatto che chi vuole intraprendere questa professione deve amare realmente i tatuaggi e non farlo per moda, l’umiltà e la voglia di imparare devono essere costanti, così come la pazienza.
Bisogna essere determinati ed ingoiare tanta m…

Anche i reality da un certo punto di vista hanno aiutato a far conoscere questo mondo fuori dalla cerchia ristretta degli appassionati, il tatuaggio non è più associato a fattori negativi come in passato e si inizia ad avere un po’ più di accettazione da parte della gente comune.

A questo proposito Nico ci dice:
“Resta sempre il fatto che quello che viene trasmesso nei reality è da prendere con le pinze, non è il mondo vero dei tatuaggi e i tatuatori non sono star televisive, c’è sempre una grande etica ed una grande passione tra i professionisti, e questo non bisogna mai dimenticarlo.”

Anche per questa volta la nostra chiacchierata con Luca Martin e Nico Lavoratori del Led Tattoo è giunta al termine, noi di Traditional Tattoo It li ringraziamo per la disponibilità e per averci raccontato un po’ della loro vita e della loro passione, e naturalmente vi invitiamo a passare dal loro studio per avere uno dei loro lavori, ne vale davvero la pena!

Alla prossima con altre interviste e stralci di vita vissuta ed un saluto da parte nostra!

Al prossimo articolo!
un saluto dall staff di Traditional Tattoo It

Info

LED TATTOO

VIA MARTIRI DEI LAGER 90, PERUGIA, ITALY

Tel: 348 4704394

www.ledtattoo.com

Facebook: https://www.facebook.com/pages/-LED-Tattoo-/113075495428638?fref=ts

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IL “COACH” & ANDREA, TATTOO HOUSE

Il cliente ha sempre ragione?

Saylor Jerry (tatuatore americano, 1911-1973) diceva: “Nessuno ti ha chiesto di entrare in questo studio, se non hai le palle di indossare un tatuaggio non entrare e non offendere chi invece lo porta.”

Traditional tattoo it e’ andata a trovare Sandro, il “Coach”, e Andrea “Easy B” Scardamaglia al Tattoo House di Perugia.

Sandro e’ il proprietario ed ha aperto questo studio nel 1993 a ridosso del centro storico della citta’.

tattoo house perugia

Dal 2011 collabora con lui Andrea, appassionato di tattoo da sempre, che dopo aver fatto l’apprendistato ed affinato la tecnica in un famoso studio a Catanzaro trova una casa nello studio del Coach

Iniziamo la nostra chiaccherata nella sala d’aspetto dello studio, dove Sandro e Andrea ci accolgono e dove si possono ammirare le tavole alle pareti e sfogliare i libri con i disegni, e mentre parliamo passa anche qualche cliente  per prendere un appuntamento.

Da questo prende spunto Sandro per parlare un po’ del rapporto che si instaura tra tatuatore e cliente, ci racconta:

“Solitamente tatuo il soggetto che il cliente mi richiede e vedo insieme a lui come collocarlo e come soddisfare le sue richieste, non sono uno di quelli che deve dare la sua interpretazione ad ogni costo, il tatuaggio non e’ mio, ma di chi lo porta, cerco di tatuare cio’ che vuole il cliente.
Naturalmente cerco di dargli dei consigli e soprattutto cerco di capire se e’ motivato a farsi il tattoo e in che zona, per esempio io sconsiglio moltissimo faccia e mani, se il soggetto non ha gia’ molti tatuaggi.”

Ci sono poi clienti che vengono per fare lavori di copertura del tattoo o restauri di vecchi lavori, e in questo caso Andrea ci dice la sua su cosa ne pensa delle cover up:

“Io non amo particolarmente fare delle cover up o coprire dei vecchi lavori che ora sono sbiaditi,il bello dei tatuaggi e’ il fatto che essi ricordano qualcosa, anche errori di gioventu’ o esperienze negative, poi per me il tatuaggio vintage, un po’ sbiadito, ha un fascino tutto particolare.”

Continua poi:

“se per chi si tatua il corpo e’ un libro su cui scrivere la propria vita e’ giusto che vecchie pagine non proprio entusiasmanti  rimangano, perche’ e’ anche grazie a loro che uno matura.”

Il tatuatore e’ anche un po’ psicologo e un po’ tramite con il cliente, sempre Andrea ci racconta che:

“Molte volte chi si tatua inizia a parlare di se e svela cose  che magari neanche i suoi conoscenti piu’ prossimi sanno, durante la seduta si crea un rapporto di fiducia e spesso anche di amicizia che va oltre il tempo della seduta stessa, il cliente spesso torna a trovami per un caffe’ o giusto per fare un saluto.”

Per questo motivo il Coach e Andrea cercano sempre di capire che tipo di persona hanno davanti, e se il cliente non e’ convinto, o cambia soggetto 3 volte in 20 minuti, sono i primi a dirgli: “guarda e’ meglio che aspetti e che tu abbia le idee piu’ chiare” oppure gli sconsigliano proprio di farsi un tattoo di cui poi la persona di potrebbe pentire.

Infatti Sandro ci dice:

“Preferisco evitare di fare una stellina sulla mano di un adolescente per  50 euro e poi dover affrontare un polverone  perche’ o genitori non approvano oppure perche’ poi il cliente se ne pente dopo 2 giorni, non e’ per questo che faccio questo mestiere.”

tattoo house

Andrea annuisce e ci fa notare che secondo lui il tatuaggio deve sempre essere contestualizzato di persona in persona, ognuno ha le proprie motivazioni e le proprie spinte per tatuarsi.

Verso la fine affrontiamo anche il tema dell’apprendistato, visto che il Coach e’ sulla scena da molto e che Andrea e’ ancora fresco della sua esperienza di apprendista.

Tutt’e due si trovano d’accordo sul fatto che per imparare quest’arte e’ imprescindibile che ci sia una forte motivazione ed anche una buona base di disegno, Sandro ricorda:

“Non e’ come una volta in cui noi tatuatori eravamo piu’ come degli artigiani, ricalcavamo spesso gli stencils dai cataloghi, non vi era molta customizzazione. Oggi per un aspirante tatuatore con zero base artistica ce ne sono 10 che hanno frequentato l’accademia di belle arti o fatto scuola di fumetto.”

Anche Andrea e’ d’accordo su questo, e ci tiene a sottolineare che per iniziare:

“Ci vuole molta umilta’ e un grande rispetto per chi gia’ fa questo mestiere, inoltre ci si deve mettere in testa che non si deve pensare di fare il tatuatore perche’ fa figo, si va a donne e si fanno un sacco di soldi, non e’ cosi, e soprattutto all’inizio si deve essere disposti a mangiare un sacco di …
FONDAMENTALE e’ passare nello studio dove hai lavorato per fare un saluto quando capiti in zona!”

Anche per questa volta Traditional Tatto It si ferma qui con la chiaccherata con Sandro, il Coach, e Andrea “Easy B” Scardamaglia.
Per farvi tatuare da loro e sentire di persona cos’hanno da raccontarvi passate al Tattoo House a Perugia, dove trovere sicuramente persone capaci che sapranno darvi i giusti consigli per il vostro tattoo, e perche’ no, che  sapranno anche dirvi di lasciar perdere se state per farvi un danno!

Alla prossima con altre “storie da tatuatori” e un abbraccio a voi che ci leggete, ci sentiamo qua sotto nei commenti!

Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It!

INFO:

TATTOO HOUSE

Corso Cavour 93, Perugia

Telefono: 3381862082
Email: tattoohousepg@yahoo.it

www.tattoopg.altervista.org

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=exTnrAYlMOc

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MAURO & MATTEO, SPAGHETTI INK

Due tatuatori e una visione

Continuano le interviste di Traditional Tattoo It,

questa settimana siamo andati a Trovare Mauro Nucci e Matteo Gubbini, a.k.a KingKaya , titolari dello Spaghetti Ink Tattoo a Perugia.

Mauro e Matteo sono amici da 15 anni, e abbiamo chiesto loro di raccontarci un po’ i loro trascorsi prima di parlare della loro nuova avventura allo Spaghetti ink.

Iniziamo con Matteo, che ci accoglie nella sala d’aspetto dello studio, e ci racconta:

Ho studiato da odontotecnico ed ho lavorato come tale, ma ho sempre avuto la passione per i tatuaggi. Gia’ quando lavoravo come odontotecnico ero tatuato, anche se era in punti non visibili. Ho iniziato poi a frequentare uno studio qui a Perugia, dove ho trascorso i primi 3 anni di apprendistato e dove ho conosciuto Mauro, che gia’ in quello studio tatuava.

Da quando parte questa avventura Matteo non si ferma e gira l’Italia e l’Europa per sviluppare la sua crescita professionale. Resta 3 anni presso lo Psycho Tattoo a Roma, dove inizia a fare lavori propri, e poi si sposta tra Roma e Grosseto. Tornato a Perugia si appoggia ad un altro studio della citta’, ritrova il suo amico Mauro e dopo un paio di anni di lavoro insieme decidono di partire con il loro nuovo progetto.

Tocca ora a Mauro parlarci un po’ di come ha iniziato e dove ha lavorato nei  10 anni che precedono questo nuovo studio:

spaghetti ink crew

Io parto intorno ai 20 anni come assistente nello stesso studio in cui poi e’ arrivato Matteo, ho fatto 2 anni di apprendistato e il mio primo tattoo e’ stato proprio su di lui! Mi sono spostato poi a Citta’ di Castello dove ho gestito uno studio per un po’ di tempo, anche se sentivo che avevo bisogno di crescere. Ho deciso cosi’ di fare esperienza in Italia e in Europa.”

Anche per Mauro ci sono stati 3-4 anni di vita on the road, ci racconta di quando si e’ fatto tatuare in Thailandia la nuca con il metodo tradizionale e ci mostra lo strumento che usano in quel luogo, di come ha ritrovato Matteo a Grosseto e poi di ritorno a Perugia, e insieme ci iniziano a parlare della loro nuova avventura che e’ Spaghetti Ink.

Spaghetti Ink e’ l’incarnazione della nostra idea di come ci piace avere uno studio di tatuaggi.

Insieme ci mostrano il loro nuovo studio, che hanno aperto questo Febbraio, le 2 sale dove Mauro e Matteo tatuano, ognuno con la sua privacy, la sala sterilizzazione e la sala dove disegnano.

Ma e’ la hall che spiega bene la loro idea di come vogliono lo studio: grande, accogliente, con un paio di divani e un lato appositamente creato per tenere i book con i disegni, un sacco di tavole traditional alle pareti, una zona d’aspetto con le riviste e un po’ di sano rock come sottofondo!

Per Mauro e Matteo e’ importante avere una postazione libera per gli amici tatuatori che decidono di passarli a trovare allo studio, lo scambio di informazioni e l’ambiente che si crea fanno in modo che ci sia sempre una crescita costante.

Ancora Matteo ci dice che loro sono uno dei pochissimi studi in cui sono 2 soci alla pari, di solito si trova sempre il proprietario e lo “schiavetto” , infatti ci racconta:

Mi capita che devo lavorare in un’altro studio per qualche giorno, o che sono via in giro per l’Europa, e sapere che ho il mio socio che tiene in piedi tutto e di cui mi posso fidare e’ un gran peso in meno. Lo stesso vale per Mauro, in questo modo sono sicuro che se o io o lui manchiamo lo studio puo’ lo stesso andare avanti al meglio.”

Il bello e’ che nonostante lo studio sia aperto da poco Mauro e Matteo hanno gia’ il loro “zoccolo duro” di clienti che si sono coltivati in questi anni, infatti Matteo ci tiene a precisare che:

un cliente vuole farsi tatuare dal suo tatuatore, che alle volte e’ anche una specie di confessore, e si sposta dove si sposta il tatuatore.”

Per quest’oggi la nostra chiaccherata con Mauro Nucci e Matteo Gubbini dello Spaghetti Ink tattoo e’ giunta al termine, anche perche’ si devono preparare per  i tatuaggi che eseguiranno piu’ tardi e per la grande festa del “walk in” le prossime domeniche 16 e 23 giugno 2013.

Passate a trovarli nel loro studio quando siete a Perugia e postateci le foto dei vostri lavori quando avrete uno dei loro pezzi sul vostro corpo!

alla prossima con altre “vite da tatuatori” e altre storie qui sulle pagine del vostro blog
un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It!

INFO:

SPAGHETTI INK di Mauro Nucci & Matteo gubbini

Via campo di marte 13/f, Perugia, Italy

TELEFONO: 340 0859558 / 3932424021

www.facebook.com/SpaghettiInk

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