DI SANTI, DI MARINAI E DI PUTTANE

“Non farete delle incisioni sulla vostra carne a causa d’un morto; e non farete figure e segni sopra di voi”. Levitico 19.28, Antico Testamento

La storia del tatuaggio è una faccenda antichissima e delicata, dove la superstizione, le tradizioni, le credenze e la disinformazione l’hanno visto passare nel corso dei secoli da pratica rituale e simbolo di appartenenza sociale a marchio per delinquenti e gentaglia di basso fondo.

Perché tutto questo? Che cosa ha spostato l’ago della bilancia?

tattoo hawaiian

I primi reperti relativi all’arte del tatuaggio si trovano già in mummie del 500 A.C, dove i corpi ritrovati sono chiaramente ricoperti da tatuaggi, si presume di natura terapeutica e sciamanica. Vi sono poi testimonianze nell’antico Egitto, in Grecia e nell’antica Roma, dove per esempio i centurioni si tatuavano il nome dell’Imperatore o del generale per il quale combattevano.

In alcune società tradizionali orientali, dell’Oceania e del Sud Est Asiatico quest’arte è sempre rimasta intatta nel corso della storia, basti pensare ai tribali polinesiani o ai più conosciuti Maori, dove linee e simboli sono densi di significati sociali e spirituali. Non a caso infatti tatuarsi motivi proibiti è considerato un sacrilegio!

Nella società occidentale si hanno testimonianze di persone tatuate già dai Celti e dai Britanni, dove i nobili avevano tatuato lo stemma della propria casata in modo da poter essere riconosciuti in caso di morte in battaglia.

La chiesa ha avuto poi un ruolo importante nella diffusione o no del tatuaggio in epoca antica: i primi cristiani infatti si tatuavano il “tau”, la croce stilizzata di Cristo, sulla fronte, pratica poi abolita da Costantino nel 325. Nonostante questo la tradizione non si è estinta e durante le crociate moltissimi cavalieri avevano tatuato un simbolo che rappresentasse la propria religione, in quanto non vi era sepoltura per i morti in battaglia che non recassero alcun riferimento al proprio credo.

Si racconta che Sant’Antonio avesse un “tau” tatuato sul petto.

E’ nel 787 che tatuarsi diventa proibito per il buon cristiano, Papa Adriano I infatti emana una bolla dove vieta qualsiasi pratica che deturpi il corpo.

sailor 22222222Sembra finita per i tatuaggi in Europa, ma essi riappaiono invece verso la fine del ‘700 grazie ai viaggi del capitano Cook, che riporta nelle terre europee testimonianze di indigeni tatuati e anche qualcuno di loro come schiavo. Anche la parola TATTOO si dice sia stata coniata dallo stesso Cook, che si presume l’abbia inventata a partire dal polinesiano “Tatau”.

Ecco allora che sono i marinai a salvare il tatuaggio e a riportarlo nel vecchio continente, prima esibendo tatuaggi tradizionali indigeni, farciti con rocambolesche storie di come essi siano stati catturati e sottoposti a questa pratica ancestrale, poi sviluppando i soggetti che sono divenuti i classici del tatuaggio traditional occidentale.
E allora rondini, velieri, ancore, fari e tutta la simbologia tipica della cultura marinara si trasferisce sulla pelle di questi lupi di mare, in molti porti iniziano a comparire le prime botteghe di tatuaggi, e tutta la sottocultura della gente che vive a contatto con questa realtà marinara ne rimane attratta.
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Se avete presente i disegni di Sailor Jerry vi ricorderete di un flash con pollo e maiale: venivano tatuati dai marinai sui piedi come portafortuna in caso di affondamento. Infatti le casse con gli animali destinati all’approvigionamento erano sempre le prime a rimanere a galla in caso di naufragio.

Gli uomini e le donne iniziano così ad avere corpi sempre più tatuati e non passa molto tempo prima che i circensi fiutino l’affare!
Agli inizi del ‘900, oltre all’uomo cannone ed alla donna barbuta, si iniziano a vedere negli spettacoli “l’uomo e la donna più tatuati del mondo”, con imbonitori pronti a mostrare questi corpi dipinti ai curiosi venuti apposta per assistere a questi spettacoli.

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…Si ok i santi, ok i marinai, ma le “puttane” in tutto questo dove sono, direte voi che leggete…

Ci viene in “aiuto” Cesare Lombroso (1835-1909) medico, antropologo, criminologo e giurista italiano, considerato pioniere e “padre” della moderna criminologia. Nel suo saggio “l’uomo Delinquente” Lomboso mette in strettissima collaborazione il tatuaggio con l’indole innata ad avere una “morale deviata” del delinquente. Ecco allora che l’uomo tatuato viene considerato un criminale e la donna una prostituta.
In seguito alla diffusione di questo saggio in Italia il tatuaggio viene ancora di più stigmatizzato e ghettizzato, ed è per questo motivo che è fino ai primi anni del 1970 che non esistono botteghe in strada di tatuatori, la pratica rimane nascosta e clandestina.
La rivoluzione culturale, le prime gang di motociclisti e la cultura Hippy aiutano a far uscire di nuovo allo scoperto il tattoo in Italia e si iniziano ad avere i primi tattoo shop.
Da qui in poi il tatuaggio ricomincia a diffondersi tra i giovani italiani, fino agli ultimi 15-20 anni dove si iniza a vedere il “boom”, in cui sempre più persone mostrano alla società il proprio “marchio”.

Ora questa è solo un’infarinatura su come il tatuaggio è passato di epoca in epoca, un sacco di aspetti sono da approfondire e secondo noi ne vale la pena, speriamo dia avervi incuriosito e avvicinato un po’ di più a questo mondo, che va ben oltre il “oh zio fammi un’infinito o una piuma”

Cercheremo con i prossimi articoli di sviluppare alcune delle tematiche che qui abbiamo giusto sfiorato, diteci cosa ne pensate!
Come sempre ci trovate sia qui che su facebook, per qualsiasi curiosità o richiesta!

Al prossimo articolo!
un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

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BARBA E FLASH, MIKE “ROLLO” MALONE

“Quello che Rollo ha fatto è stato produrre set di flash puliti ed evocativi per poi farli circolare in tutto il mondo. Prima di lui quasi tutti i tattoo Shop avevano dei flash fatti a mano,  e quasi tutti erano brutti disegni fatti da persone che non erano realmente artisti.”

Chris Midkiff, editor della rivista Tattoo Artist, ricorda così Mike Malone (1942-2007).

Ora la prima domanda è, ma cosa diavolo è un flash?

Un flash è il classico poster 30×45 cm che trovate praticamente in ogni tattoo studio odierno, dove sono disegnati i soggetti che poi il tatuatore farà sulla vostra pelle.

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“Rollo ha educato masse di tatuatori in tutto il mondo”

Ma come ha fatto “Rollo” a diventare tatuatore?

rollo banksNegli anni 60 Mike lavora come fotografo ed incontra a New York Tom De Vita; rimasto folgorato dai suoi tatuaggi inizia a frequentarlo e a scattare fotografie su fotografie.
Quando Tom si accorge che Mike è anche in grado di disegnare gli propone di iniziare a preparare i design per i clienti del suo studio, così mentre De Vita tatua Rollo prepara il disegno per il cliente successivo.

Da quell’incontro Malone è rapito dal mondo dei tatuaggi e inizia la sua carriera come tatuatore.
Conosce Ed Hardy e nel 1972 si trasferisce alle Hawaii.
Diventa il protetto di un certo Norman Collins, che forse conoscete per il suo nome d’arte, Sailor Jerry!
L’anno dopo il maestro del traditional muore e Mike ha l’opportunità di comprare il suo tattoo shop, insieme ai disegni che hanno reso famoso Sailor Jerry in tutto il mondo.
Seguendo le linee guida di Collins e inserendo i propri design Mike inizia a produrre centinaia di flash, che spedisce in tutto il mondo grazie alla sua compagnia, chiamata semplicemente “Mr. Flash”.

Malone è uno degli artefici della diffusione del traditional in tutto il mondo, dragoni, pugnali, e personaggi dei cartoni animati, sapientemente mischiati con elementi tipici della cultura asiatica, sono solo alcuni dei sui famosi design.

“Rollo Banks” , 120 kg per  1 metro e 60 di statura  ed una gran barba, è un personaggio che non si è mai preso troppo sul serio.rollo

“I tatuatori sono dei fuorilegge. Esattamente come il tattoo che ho fatto l’altro ieri, ho scritto “furfante”, e mi piace, è quello che noi tatuatori siamo: furfanti!”

In un’intervista del 2006 Mike critica i moderni tatuatori che “si costruiscono un monumento di loro stessi”, quelli che si credono delle rockstar.

“Alcuni dei ragazzi che oggi tatuano sono dei veri artisti, ma molti sono dei palloni gonfiati”.

Questo però non è secondo Mike solo colpa dei tatuatori, la disinformazione e l’ignoranza dei clienti fanno sì che in giro ci siano tatuaggi brutti e di cattivo gusto,  e gli stessi clienti dovrebbero essere più selettivi e critici nei confronti di chi tatua.

Purtroppo nel 2007 Rollo decide di farla finita a modo suo, si suicida nella sua casa di Chicago dopo una lunga malattia. In una sua celebre dichiarazione dice:

“ In realtà non mi preoccupo troppo del mio posto nella storia. Intendo, immagino che avrò un posticino nella storia del tatuaggio di quest’epoca; ma non è questa l’idea che mi fa alzare tutte le mattine. E’ che mi piace il lavoro!”

Potete trovare una delle ultime interviste di Mike Malone qui
http://www.prickmag.net/mikemaloneinterview.html

Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It
Al prossimo articolo!

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IL TATUATORE MARINAIO, NORMAN “SAILOR JERRY” COLLINS

“Good work ain’t cheap. Cheap work ain’t good.” – Norman “Sailor Jerry” Collins.

Se volete un tatuaggio classico, un vero traditional, dovete tornare indietro nel tempo ed attraversare il pacifico.

Li, nelle remote Hawaii, recatevi al quartiere di Chinatown e cercate un’insegna luminosa dalle parti di Hotel Street, troverete un neon rosso che che dice “Sailor Jerry’s”, eccolo lì, il tattoo shop che ha segnato i combattenti della marina Americana per oltre 40 anni.

Sailor Jerry CollinsNorman “Sailor Jerry” Collins (1911-1973) e’ il padre del tatuaggio traditional Americano, colui che ha saputo unire la tradizione folkloristica made in U.S.A. con la delicatezza e la sensibilita’ dei colori tipica della tradizione giapponese.

Sailor Jerry inizia a tatuare gia’ da adolescente  con  aghi a mano in giro per l’America, viaggiando su e giu’ da treni merci per tutto il paese.
All’eta’ di 19 anni arriva a Chicago, dove Gib “Tatts” Thomas gli insegna ad usare la macchinetta elettrica.

Thomas porto’ Jerry all’obitorio locale, dove un amico del tatuatore faceva il turno di notte. Egli acconsentì a lasciar praticare il giovane Norman sui cadaveri. Tatts ed il suo amico lasciarono Jerry solo con la macchinetta in una stanza scura ed un corpo coperto da un lenzuolo. Deciso a non farsi intimorire Jerry prese il suo stumento ed inizio’ a tatuare quando improvvisamente il corpo scatto’ su urlando e spaventando a morte il giovane. Thomas ed il suo amico risero per giorni dello scherzo che fecero al terrorizzato Norman.”

Sempre a Chicago Norman Collins si arruola nella marina militare ed inizia a viaggiare verso il mar della Cina ed il lontano oriente, sviluppando un forte interesse per la cultura asiatica. Finito il servizio si stabilise sull’isola di Oahu, nelle Hawaii, dove tatuera’ migliaia di soldati stanziati nelle basi militari delle isole Hawaii per oltre 40 anni.

Sailor Jerry e’ un’innovatore nell’arte del traditional ed e’ il primo tatuatore ad usare efficacemente il concetto di sterilizzazione e ad utilizzare aghi monouso nel suo negozio. Jerry capisce che usare vasti sistemi di sterilizzazione di tipo industriale nella pratica del tatuaggio abbassera’ notevolmente il risco di infezione e legittimera’ il ruolo del tatuatore come un lavoro vero. Il livello di pulizia che ci si aspetta nei moderni studi di tatuaggi deriva dal lavoro di Sailor Jerry in fatto di sterilizzazione.

sailor jerryL’uso dei colori e la grandissima attenzione per i dettagli sono un altro fattore che contraddistinguono il lavoro di Sailor Jerry. A quell’eopca i tatuaggi traditional erano solitamente colorati con nero, rosso, giallo e verde, Jerry e’ il primo ad usare il viola come pigmento e il suo modo di tatuare rende i colori vibranti e definiti, un segreto che tutti i tatuatori dell’epoca invidiano .

“ In un famoso incontro un tizio chese a Jerry come facesse ad ottenere dei colori cosi brillanti. Jerry gli confido’ che usava mettere un pizzico di zucchero negli inchiostri. Il tizio si precipito’ di corsa nel suo studio per utilizzare questo segreto e lascio’ gli inchiostri a riposare tutta notte.
La mattina dopo quando aprì lo studio lo trovo’ invaso dagli scarafaggi, attratti dall’odore dello zucchero.”

Sailor Jerry inizia poi una corrispondenza con il maestro giapponese del tatuaggio conosciuto come “Horis”, da lui apprende a sfumare i colori con l’acqua ed a usare gli spazi ed i vuoti per rendere i tatuaggi unici, nessun’altro tatuatore dell’epoca e’ in grado di dare una definizione al tatuaggio come Collins.

Ma oltre che tatuatore Norman Collins e’ anche un marinaio ed il mare e’ sempre nel suo cuore.

Questo si riflette nel suo lavoro, rondini, velieri, ancore, pin-up, cuori, pugnali, teschi e tutti i soggetti della tradizione marittima americana sono presenti nei suoi tatuaggi.
I suoi velieri sono accurate riproduzioni di navi reali, e la sua familiarita’ con la cultura marittima fa si che i significati intrinsechi di questi soggetti  rimangano fedeli alla tradizione originale.

E’ grazie alla sua passione che ancora oggi ne conosciamo il significato.Norman Collins

Sailor Jerry e’ l’uomo che piu’ di tutti ha fatto per quest’arte, ed e’ entrato di diritto nella leggenda, il suo lavoro e’ di continua ispirazione per molti grandi artisti, ed era così copiato ed invidiato all’epoca che mise la frase “The TRUE Sailor Jerry”  su ogni suo biglietto da visita e lavoro.

Per alcuni addirittura esistono due epoche separate per i tatuaggi: BSJ e ASJ (before Sailor Jerry e After Sailor Jerry), Ed Hardy e Mike Malone, 2 leggende del tatuaggio , sono stati i suoi apprendisti.

Per questi motivi Norman “Sailor Jerry” Collins e’ conosciuto come il padre del tatuaggio traditional, la sua immensa passione, la lungimiranza, l’unicita’ dei suoi lavori e le sue capacita’ hanno cambiato il mondo dei tatuaggi per sempre.

Al prossimo articolo!
un saluto dall staff di Traditional Tattoo It

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Fonti

www.sailorjerry.com

Hory Smoku Sailor Jerry, documentario

Tattoos in modern society, Janey Levi

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