BUILT STRONG TATTOO STUDIO

Il tatuaggio è come un diamante: costoso, inutile e dura per sempre” Hanky Panky

foto studio

Traditional tattoo it è di nuovo on the road e la tappa di oggi è il Built Strong di viale Gaio 6, qui a Milano.
Volete un Old school, un tribale, un giapponese? Potete passare qui sicuri di trovare tutto ciò che è tradizionale.
Lo studio ha aperto da poco, ma i ragazzi che ci lavorano dentro rappresentano il massimo che potete trovare, primo tra tutti Michelangelo Cornini, che ha deciso di aprire il Built Strong con l’intento di:”Dare al cliente il meglio,cercando di coprire tutti gli stili in maniera completa”.
Insieme a lui collaborano Marco Lari, Edoardo Benazzi, Max Brain, Silvio Pellico e vari guest artist, tutti con alle spalle anni di esperienza.

Iniziamo con Michelangelo,che ci racconta di come ha iniziato e della sua visione del tatuaggio tradizionale:

michelangeloio vengo da un posto di mare e mi sono appassionato a questo mondo grazie ai naviganti che vedevo da ragazzino. Ho cominciato a tatuare nel 1994. Ai tempi i tatuaggi non erano visti come ora, ed averli addosso era ancora qualcosa di estremo, o comunque identificabile con un determinato gruppo di persone. Mi ricordo che non c’erano studi su strada a quell’epoca, a parte qualcosa qui a Milano, ed era un mondo tutto da scoprire, molto più chiuso e magico. Già era difficile iniziare, immaginate avere l’attrezzatura adatta, e infatti una parte importantissima nell’apprendere questo mestiere era costruire il materiale, era un lavoro altamente artigianale. Oggi è tutto omologato in quanto i materiali sono forniti già pronti e tutti usano gli stessi, si è persa la parte di preparazione e costruzione degli strumenti da parte del tatuatore. Mi ricordo che prima l’arte di come costruire macchinette e strumenti era un segreto che veniva custodito gelosamente.”

Dopo aver appreso le prime nozioni Michelangelo decide di andare a San Francisco, dove frequenta uno studio per un annetto, imparando la tecnica e facendosi tatuare.

michelangelo 2

quando sono tornato in Italia mi sono stabilito a Milano ed ho iniziato a lavorare facendo tribali, pensando che fossero una cosa semplice, ma mi sbagliavo di grosso. Col tempo ho scoperto che è un genere che richiede pazienza, tempo, precisione e dedizione. Continuo a studiare tutt’ora cercando solo libri e fonti sicure, e pratico il tatuaggio tribale in maniera tradizionale, senza permettermi nessuna licenza artistica. Per quanto tu possa essere un bravo disegnatore, non sarai mai in grado in due ore di abbellire un disegno che è stato concepito e studiato in centinaia di anni.
A differenza del tatuaggio occidentale, il tribale è più decorativo, veniva considerato da quelle popolazioni come una sorta di vestito e una cosa di cui andare fieri; infatti era eseguito dal Tufuga, il sacerdote del villaggio, una persona di grandissima importanza.”

Micheangelo ci spiega che in Europa e Stati Uniti molti si avvicinano al tribale senza conoscerlo a fondo e non capendo appieno la cultura da cui proviene. Alcuni clienti hanno la pretesa di poter adattare diversi stili e significati seguendo solo il proprio gusto estetico, stravolgendone così la tradizione originale. Per una questione di rispetto, Michelangelo si rifiuta di reinventare i soggetti classici ed è per questo che il 90% dei lavori che esegue sono dei cover up: sono molte le persone che si tatuano con leggerezza, spinte solamente dal fattore estetico o di moda.
Parlando di tradizioni ci agganciamo al discorso con Silvio Pellico, che nello studio si occupa principalmente di giapponese e old school.
pellicoAnche secondo lui il tatuaggio ha un profondo significato simbolico, ed è imprescindibile cercare di scinderlo dal suo valore estetico. Non preoccupatevi, ora ci spieghiamo meglio!

Arrivato nella scuderia Built Strong dopo aver fatto l’apprendistato da Stizzo e avendo lavorato qualche anno da lui, Silvio ha iniziato ad interessarsi sempre di più alla cultura orientale e al simbolismo legato al tatuaggio stesso.

la cultura giapponese è molto complessa e lontana dalla nostra, in oriente ogni movimento, ogni simbolo e ogni cosa seguono un ordine ben preciso, il cui scopo ultimo è ricercare l’armonia. Pretendere di conoscere tutta la tradizione che ci sta dietro è quantomeno presuntuoso, infatti di solito chi si avvicina a questo stile lo fa inizialmente per la sua valenza estetica, e per il modo in cui viene rappresentata la natura. Anch’io mi sto approcciando a questo mondo poco alla volta, cercando di disegnare soggetti di cui conosco la valenza simbolica, e imparando tantissime volte dai clienti stessi. Per esempio se arriva un ragazzo che mi chiede un determinato soggetto di cui non conosco il significato, vado subito a documentarmi. Il lavoro di ricerca è molto importante e andando avanti a studiare ho capito che bisogna sempre tornare alle origini della storia per capire quali sono i simboli fondamentali.

pellico 1

La cosa che mi affascina di più del tatuaggio è che è una sorta di codice di cui è essenziale conoscere la struttura base, mi spiego: un’aquila vola e ti attacca, se non disegni in modo giusto becco, artigli e ali non è più un’aquila e il messaggio che il tatuaggio ti vuole dare non viene recepito.

Per questo mi piacciono tanto i tradizionali, con poche linee fai capire esattamente il messaggio che vuoi dare al disegno, è chiaro e simbolico alla stessa maniera, ed è studiato per rimanere nel tempo.”

 

E con i tradizionali spostiamo l’intervista su Marco, Edo e Max, che all’interno dello studio sono quelli che si occupano maggiormente di old school e di tradizionale occidentale.

Cosi come ci raccontano sia Silvio che Michelangelo, anche Marco ci conferma che il tatuaggio ha un fortissimo simbolismo al suo interno e bisogna stare attenti a quello che ci si tatua:
marco lari 1Con il multiculturalismo che c’è ora bisogna essere consapevoli di quello che ci si va a imprimere sulla pelle, fanno tutti i bulli con i tatuaggi chicani e i simboli delle gang, ma non si rendono conto che quei simboli vogliono dire qualcosa, stessa cosa per esempio con la simbologia tipica delle carceri russe e del tatuaggio criminale.”

Anche Edo si inserisce nel discorso, essendo lui un grandissimo appassionato di old school e una “bibbia”, come lo definisce Marco:

edo benazzi

fondamentale secondo me è il rispetto che bisogna portare al tatuaggio e ai maestri, ai vecchi di questo mondo. Almeno sapere chi sono e capire che senza di loro non ci sarebbe niente di quello che conosciamo oggi sul mondo del tatuaggio.I ragazzini si fanno fare di tutto dappertutto, si lasciano rovinare da tatuatori improvvisati e si tatuano in posti che renderanno difficile la loro vita lavorativa. Noi di base non tatuaiamo praticamente mai mani collo e viso, e se vedi anche noi che siamo completamente coperti siamo liberi in questi punti.
Per farvi un esempio Hoffman si è fatto tatuare le mani in tardissima età, solo dopo aver scritto una lettera a tutta la sua famiglia chiedendone il permesso! Per tatuarti mani e collo te lo devi meritare, devi aver dedicato la vita a questo mondo, purtroppo però le regole che c’erano anche solo 10-15 anni fa non sono più valide oggi, si è persa molto l’etica del tatuatore
.”

Edo ha fatto l’apprendistato da Gianmaurizio Fercioni e ha poi lavorato con Daniele Carlotti per anni prima di approdare qui al Built, e sicuramente ha avuto modo di capire e di conoscere il tatuaggio cosi come era inteso dalla vecchia scuola.

Anche Marco è passato da uno dei più importanti studi di Milano, avendo infatti appreso questo mestiere al Quetzal Tattoo di Angelo Colussi:
marco lari 4Mi ricordo che sono sempre stato affascinato dai tatuaggi, e ho chiesto la mia prima rivista di tattoo ai miei genitori che ero ancora un ragazzino. Ho iniziato poi a frequentare il Quetzal assiduamente, facendo sempre vedere i disegni che facevo, finchè un giorno Angelo mi disse:”ho deciso di insegnarti a tatuare”, ed è stato il giorno più bello della mia vita. Da li praticamente ho vissuto per i tatuaggi tutti i giorni, e ho fatto il classico apprendistato vecchia scuola: preparazione degli aghi, pulizia, gestione clienti e tutto quello che mi veniva richiesto. Sono cresciuto li con Angelo e con Stizzo, poi ho lavorato in diversi studi,al Saint Mariner, all’Officina Tattoo Studio, al Pellerossa, al Best of Times e infine sono approdato al Built Strong. Ho collaborato come ospite in diversi studi in Italia, da Samuele Briganti a Orbetello, allo Skinwear da Miss Arianna, da Mojo ad Avellino e da Vladi a Lecce. Ho partecipato anche a un po’ di convention sia in Italia che all’estero, ma devo dire che ora preferisco lo studio perchè riesco ad interagire con i colleghi e ad avere uno scambio tecnico e artistico migliore.”

Anche Edo è d’accordo con Marco:

IMG_1912

Preferisco essere ospitato negli studi sia qui che all’estero piuttosto che andare in convention. In questo modo posso conoscere meglio ambienti diversi e avere più scambio di esperienze con i ragazzi che ci lavorano. Sono stato sia a Los Angeles che a New York e questo mi ha permesso di conoscere meglio il tradizionale americano.”

Continuando con il discorso sul tradizionale, sul modo in cui i ragazzi dello studio si pongono nei confronti di questo mestiere, ci viene naturale chiedere come vedono la clientela di oggi e se ci sono differenze tra città e città.

Marco ed Edo ci raccontano cosi le loro sensazioni:

sicuramente ci sono differenze tra la clientela di oggi e quella di qualche anno fa, e devo dire anche che è molto diverso lavorare in città o in paese. Per esempio in provincia c’è molto più rispetto e fiducia nel confronti del tatuatore, cosa che qui manca, spesso il cliente è arrogante e pretende tutto subito, alle volte pure di insegnarti il mestiere!
Il ragazzetto di oggi non ha voglia di sbattersi, se per esempio io sono pieno per 2 mesi si stufa e cambia studio, spesso scegliendo una qualità inferiore. Noi siamo sempre per privilegiare la qualità alla quantità, ma è una cosa che purtroppo si sta perdendo andando avanti, il tatuaggio viene sempre più visto come un accessorio e spesso non ci si rende conto che è per sempre!”

max brain 2

anche i reality e la massificazione del tattoo hanno cambiato le regole”, ci spiegano i ragazzi, “e come tutte le cose ci sono pro e contro. Ad esempio un messaggio sbagliato che danno è che ci vuole una puntata per fare una schiena intera e che puoi coprire qualsiasi cosa o cancellarla poi col laser. Con questo atteggiamento si perde tutto il fascino del tatuaggio inteso come tale ed è veramente solo visto come un oggetto da sfoggiare. La cosa positiva è che ora viene accettato molto di più rispetto al passato.”

Anche Max ci raggiunge e si unisce a questo discorso, che è un po’ il filo conduttore di tutta la nostra intervista. Anche lui ha fatto l’apprendistato classico al Colors tattoo di Varese, ed è appassionato di tattoo sin da ragazzino:

max brain 1mi ricordo che andavo ancora a scuola e ho visto questo signorotto con una madonna sull’avambraccio, sono rimasto forlgorato, per me era un mito!!! Appena dopo scuola ho iniziato a frequentare lo studio e a disegnare a cannone, e col tempo oltre ai disegni mi sono appassionato al tatuaggio vero e proprio.”

Continua Max:

quello che vedo mancare ai ragazzi di oggi è la passione vera, molti sono incentrati sull’idea di guadagno e dall’aprire subito uno studio, cosa sbagliatissima. Senza una solida base e passione si dura poco in questo ambiente. Una volta era più genuino, c’era più arte, e sicuramente c’erano dei modelli da seguire, con un’etica ben precisa.”

 

max brain

la clientela è della più disparata, c’è sia il ragazzino consapevole di quello che sta facendo sia lo

 scoppiato di 40 anni, è molto variegato, ma come Marco ed Edo anche io vedo il tatuaggio alla vecchia maniera e sono in gradi di dire di no e di rifiutare determinati lavori.”

Questo discorso di etica e rispetto aggiunge valore allo studio, in contrasto con la tendenza che si riscontra oggi, studi altamente specializzati in sottostili particolari ma che poi non sono in grado di affrontare situazioni diverse o una clientela più ampia.

Il rispetto per il tatuaggio traspare da ogni cosa che i ragazzi ci raccontano, e la passione che hanno per questo mestiere è evidente, per esempio Michelangelo ci dice:

michelangelo 1io mi alzo alle 7, alle 9 sono in studio e do il massimo tutto il giorno, non faccio casino la sera e vado a letto presto. Solo restando concentrati e con la dedizione si può fare il tatuatore, la vita da rock star non mi interessa.”

Stesso discorso che riprendono tutti gli altri ragazzi, la dedizione e la passione portano a risultati, è il lavoro che parla per loro, non l’attitudine strafottente o da grande artista, per loro tatuare è un lavoro su commissione, in cui bisogna dare il massimo e soddisfare chi poi porterà il loro lavoro su pelle. Si può essere artisti quanto si vuole quando si lavora su carta, ma su pelle bisogna sapere che compromessi fare e come farli.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da scrivere sul Built Strong tattoo, ma preferiamo che siate voi ad andare a farci un salto e a parlare di persona con questi ragazzi, in modo che possano trasmettervi la passione e il rispetto per questo mestiere, oltre ovviamente a farvi un lavoro di altissima qualità. Se volete approfondire i loro stili e vedere i loro lavori cercateli nei link che vi lasciamo qui durante l’intervista, noi di Traditional Tattoo It abbiamo preferito approfondire di più il lato umano ed etico di questo studio piuttosto che farvi una carrellata degli stili e delle tecniche dei loro tatuatori, anche perchè un po’ di segreto vorrete pure lasciarcelo no!!!

Alla prossima e ci sentiamo qui sotto nei commenti!

Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

Built Strong Tattoo

Via Gaio 6, Milano 20129

02 36504144

shop@builtstrong.tattoo

www.builtstrong.tattoo

Di seguito vi lasciamo i link alle pagine Instagram

Michelangelo

Edoardo

Marco

Max

Silvio

TD_728x90

Copyright Traditional Tattoo It

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

LADY QUETZAL TATTOO STUDIO

Traditional Tattoo it è di nuovo on the road con le sue interviste, tappa di oggi il Lady Quetzal Tattoo studio a Milano, quartiere isola.

image4Studio tutto al femminile, gestito da Alice ( Lady Q) con la preziosa collaborazione di Valentina (Miss Buffa), in un atmosfera decisamente vintage, un po’ come il quartiere che lo ospita.
Infatti Alice non solo è ovviamente interessata al tatuaggio tradizionale, ma all’interior design, all’oggettistica e alle atmosfere retrò a cui si ispira anche per i suoi tattoo flash.

Classico è stato anche il suo percorso e il suo primo approccio al mondo del tatuaggio, come ci racconta lei stessa:

Ho iniziato nel 2000 al The Tattoo Shop di Daniele Carlotti, facendo la gavetta classica che ci si aspetta, quindi gestione del negozio e dei clienti, preparazione dei disegni, pulizia delle postazioni,rifornimenti vari e tutto quello che si richiede ad un apprendista.”

(Tra l’altro Alice è stata apprendista prima di Marchese, che abbiamo già intervistato qui.)

Sono rimasta 7 anni in studio con Daniele e Paolo Caraffa, e in seguito sono approdata al Quetzal Tattoo di Angelo Colussi, a cui devo moltissimo. Insieme abbiamo deciso di aprire questo shop qui in quartiere Isola, che come vedete rispecchia il mio stile”

 
image7Anche Vale ha fatto la gavetta allo storico Body and Soul del piercer Mr Fab, seguita dal fumettista tatuatore Gianluca Sigurani (Pikkio), ora resedent al Quetzal Tattoo. Tra i due studi infatti c’è molta collaborazione.

Mentre intervistiamo Alice sta preparando un tattoo per un suo cliente, e ne approfittiamo per chiederle se nota differenze tra quando ha iniziato lei e il modo di approcciarsi oggi a questo mondo:

Quando ho inziato io, gli studi di tatuaggi si potevano contare sulle dita di una mano. Le persone che si tatuavano erano una minoranza, e i veri appassionati facevano parte di una cerchia ristretta legata alle controculture e all’underground milanese. I tatuaggi più richiesti erano anche quelli più diffusi e solo con i clienti più affezionati, potevi permetterti quello che allora era un lusso, ossia disegnare qualcosa di originale. Oggi la diffusione di quest’arte è tale da permettere agli artisti di concedersi di avere uno stile molto personale, di avere una potenzialità di ricerca e pratica che sino a una decina di anni fa era difficile. Grazie ai social e agli altri mezzi di diffusione è più facile confrontarsi anche con altri artisti in tutto il mondo.”

A questo punto le chiediamo se con tutta questa diffusione del tatuaggio e con l’apertura di tanti nuovi studi si sia creato un clima di competizione maggiore:

image6mah sinceramente io non l’avverto, tra tatuatori professionisti e di un certo livello c’è un grande rispetto gli uni per gli altri. I clienti si affezionano a uno studio non solo per lo stile ma anche per come vengono accolti, e lo studio a cui si rivolgono deve essere un punto di riferimento anche per farsi suggerire altri tatuatori.
Come per ogni lavoro che è anche passione, bisogna prima d i esercitare questa professione, conoscerne la storia, almeno quella della propria città e farsi tatuare sempre, da tutti gli artisti che meritano. E prima di aprire uno studio, almeno averci lavorato per un po’, saper gestire la quotidianità e le emergenze!

Intanto Alice ha iniziato a tatuare, e visto che ci avviciniamo alla convention di Milano, le chiediamo come ci si trova, dato che il Quetzal ha un posto fisso da tempo.

Più piccole sono e più sono divertenti. Quelle grandi sono confusionarie, anche se hai la possibilità di lavorare fianco a fianco con dei mostri che altrimenti non avresti modo di conoscere di persona. Le convention sono un luogo di incontro e confronto: puoi renderti conto di quanto i tuoi lavori possano piacere fuori dal tuo contesto. Milano è stata importante per molti anni, ma ultimamente trovo che quelle di Parigi e Londra siano le migliori.”

Avendo girato per convention e studi esteri, Alice fa alcune considerazioni:

image5Ho notato ultimamente all’estero la tendenza a preferire un grande studio con più poltrone e un giro di artisti diversi sotto lo stesso tetto, in un clima di collaborazione e scambio che gli permette di raggiungere un’eccellenza insieme. Si può imparare da tutti: i più bravi e i più giovani. In Italia si tende a coltivare ognuno il proprio orticello, con una minore crescita personale.

Penso che il futuro di questo mestiere sia il coworking.”

 

Le chiediamo se questo discorso valga anche per il cliente:

Sicuramente ho notato che la filosofia del consumismo ha investito anche questo ambito.

La gente preferisce la quantità alla qualità. Come per i vestiti o il cibo la qualità si paga, ma le persone cercano sempre il risparmio. Mi capita di rimediare a orrori da 20 euro, e ogni volta dico ai clienti che è anche una loro responsabilità. Possono scegliere. È il discorso che facevamo prima, con i social, instagram, internet, tutti hanno la possibilità di vedere i tatuaggi e di informarsi, non serve essere per forza un tatuatore per rendersi conto se un lavoro sia fatto bene o no.”

image3A furia di chiaccherare ci rendiamo conto che il tempo a nostra disposizione è finito, un altro pomeriggio è passato in un lampo, e anche questa intervista ci conferma quello che già sappiamo e che sapete anche voi che ci seguite: informatevi! Cercate! Confrontatevi!

Il tatuaggio è vostro, ma lo volete un bel tatuaggio o no!?
Se Lady Quetzal vi è piaciuta passate a trovarla, noi come sempre vi lasciamo qui sotto tutti i link

Alla prossima intervista!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo it

 

 

Lady Quetzal Tattoo
Via Thaon di Revel 20159 Milano
Tel: 0236521115
Email: Ladyquetzaltattoo@gmail.com
Facebook
Instagram

TD_728x90

Copyright Traditional Tattoo It

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TA2@MI Second Edition

tatuami-2014-743x1024 il 28 e 29 giugno a Milano si svolgerà la seconda edizione della Ta2@mi tattoo convention.

Nata come spin off estivo della Milano tattoo Convention, Ta2@mi quest’anno rinnova il suo appuntamento con artisti iternazionali e del bel paese,  oltre agli stand dei rivenditori, gli shop e le performance live.

Come sempre ci sarà il tattoo contest e verrà premiato il miglior tattoo, sedute di body painting, lo show burlesque di Genny Mirtillo, la mostra B-Ink e la partecipazione di Alessandro Borghese che presenterà il suo Kitchen Shuffle.

La location è il Crowne Plaza hotel, in via Via K. Adenauer, 3 20097 San Donato Milanese.

Tutte le info ed il programma sul sito ufficiale ta2@mi

See You There!!!

DAYS OF THE DISTRICT 2014

days of the

12 Giungo 1973, muore Sailor Jerry, la leggenda dei tatuaggi statunitense, l’uomo che ha saputo unire occidente e oriente, l’innovatore, il guru delle Hawaii.

12 Giungo 2014, Milano celebra Norman Collins con il “Days od The District”, una 2 giorni di musica, lifestyle e naturalmente di tatuaggi tutta dedicata a Sailor Jerry e al suo mondo.

Nelle giornate di giovedi e venerdì il quartiere isola, a due passi dalla mm3 fermata Zara, si trasforma e prende vita, con un palco live in Piazzale Segrino e con gli shop in via Thaon di Revel.
Shop che sono caratteristici di questa via, una delle più storiche di milano, con negozi vintage dove potete trovare quello che più vi piace, showromm con le moto custom che vi faranno impazzire, e lo studio del “Lady Quetzal Tattoo”.

Ssailorjerry13th1tudio che per l’occasione farà 2 giornate di walk in, con i flash originali Sailor Jerry e con la speciale promozione “Friday 13th”. Il venerdì 13 è uno dei giorni più iconici nella cultura americana, ed è anche il giorno preferito dagli appassionati per tatuarsi simboli scaramantici.
Ecco allora la promozione: dalle ore 13 di venerdì i primi 13 clienti potranno avere un flash a tema scaramantico disegnati dai ragazzi del Quetzal al prezzo spaciale di 13 euro!

Corni, ferri di cavallo, pepeoncini e tutto quello che verrà in mente ai tatuatori sarà li pronto per essere tatuato.

Ma non ci sono solo tatuaggi, direttamente dallo Star Barbershop di Dublino, Mark Reynolds vi aspetta per farvi barba e capelli, con un barber shop old school, proprio di fianco al palco centrale.

Showcase, umplugged e selezioni da vinile accompagneranno tutta la manifestazione agli angoli delle strade, mentre dalle 19 sul palco centrale si esibiranno alcune tra le realtà più interessanti dell’underground indipendente: classic rock, rockabilly, doo-wop, folk, blues, garage punk, musica per tutti i gusti!

Il tutto innaffiato da cocktail speciali a base del famosissimo “original Sailor Jerry spiced Rum”

Un buon modo di passare quindi l’inizio del week end e di respirare l’atmosfera  old-school e caratteristica della seconda metà del 900, per tornare “back to the old days!”

AMANDA, LOLLO , RUST : AMANDA TOY TATTOO PARLOUR

“Il tatuaggio non e’ essere una superstar, e’ artigianato”

PHOTO_20140326_184405

Eccoci nuovamente in giro per studi, pronti ad un’altra chiaccherata a tu per tu, questa volta con i ragazzi dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour!

Amanda Toy e’ la proprietaria dello shop, e insieme a Lollo Red e Lorenzo”Rust” Garattini gestisce studio e clienti. Studio che ricalca fedelmente lo stile surreale e bizzarro di Amanda: tra dinosauri, caramelle e buffi personaggi in giro per il negozio capirete subito che tipo di tatuaggio andrete a farvi!
Insieme alla tavole di Amanda ci sono anche quelle di Lollo, e anche qui non potete sbagliarvi, e’ Traditional!!

Anche questa volta riusciamo a parlare con i ragazzi mentre sono al lavoro, e iniziamo la nostra intervista con Amanda, che ci racconta come e’ entrata in questo mondo:

amanda toy tattoo 2

Amanda Toy

“Ho inizato nel 1996 , e mi sono avvicinata al tatuaggio tramite amici: mi ricordo che ero ad una convention a Bologna e mi si e’ aperto un mondo, non ho avuto alcun dubbio che quella fosse la mia professione!
Mi ha attirato piu’ di tutte l’idea di poter fare qualcosa di creativo, anche se per certi versi e’ un paradosso: in questo mondo ci sono molte regole non scritte da rispettare e devi trovare il giusto compromesso tra un bel disegno ed un tatuaggio efficace, che rimanga inalterato nel tempo.”

Andando avanti con l’intervista Amanda ci spiega come vede lei il tatuaggio e su come e’ arrivata allo stile che la contraddistingue oggi:

“Prima di tutto sono convinta che Volere e’ Potere, se vuoi una cosa e ti impegni, riesci ad ottenerla. Trasportandola nel mondo del tattoo ho sempre cercato di raggiungere gli obbiettivi che mi ponevo, evitando di sedermi sugli allori e mettendomi sempre in discussione. Se ti senti arrivato la gente ti cammina davanti, e perdi il treno. Bisogna saper riconoscere i propri limiti, migliorare le lacune e apprendere.”

Continua poi:

amanda toy tattoo

Amanda Toy

“il tattoo e’ sensibilita’ artistica, bisogna capire come trasportare un’idea sulla pelle e renderla efficace, senza caricare troppo, ma con quelle 3-4 cose che colpiscono gia’ da subito. Per questo mi e’ piaciuto da subito il tatuaggio tradizionale. La sua forza sta nell’impatto visivo, poi a me piace anche la potenza del nero, quindi mi e’ venuto naturale evolvermi in questo ambito. Con il tempo ho sviluppato sia le linee che i colori, arrivando a fare quello che sentivo piu’ mio.”

 

Mentre stiamo chiaccherando Amanda finisce il tattoo sulla sua cliente, e Rust, che e’ l’apprendista, si accinge a pulire la postazione e a sistemare l’attrezzatura. Ne approfittiamo per fare un paio di domande anche a lui, soprattutto per quello che riguarda l’apprendistato e su come e’ approdato da Amanda:

lorenzo "RUST" Carattini

lorenzo “RUST” Garattini

“In realta’ all’inizio il tatuaggio non mi interessava neanche, sono cresciuto nel periodo del tribal anni 90 e sapevo poco di questo mondo. Finito il liceo artistico mi sono avvicinato alla pittura su tela ed a olio. Ho conosciuto poi Pinto, che tatuava in Sardegna, che mi ha fatto vedere lo studio e spiegato le diverse scuole di tatuaggio, allora da li ho pensato subito : Ah che figo! Questi sono pittori che fanno opera d’arte sulla pelle! Da li ho iniziato il mio percorso, girando con le mie tavole per vari studi, e sono approdato qui da Amanda.”

 

Amanda interviene e ci spiega che:

“Rust mi e’ piaciuto a pelle sin da subito, anche se all’epoca avevo gia’ un’altra ragazza come apprendista. Ci ho parlato e mi ha lasciato il suo cd con su tutte le tavole. Una cosa tira l’altra e quando la ragazza che stava con me ha mollato, ho ripescato il suo cd, che stava li a fissarmi sulla scrivania, con la sua copertina, e l’ho richiamato. Il giorno dopo ha iniziato ed ora e’ qui con me ad imparare!”

Lorenzo "RUST" Carattini

Lorenzo “RUST” Garattini

Ora quindi Rust sta facendo l’apprendistato classico, la gavetta, che personalmente a noi di Traditional Tattoo piace molto come approccio: si disegna, si guarda il “maestro”, si prende confidenza con la tecnica e le attrezzature.
Secondo noi in questo modo si capisce anche se l’apprendista e’ realmente motivato e ha passione. Infatti ci racconta:

“Ora come ora mi butto sui flash, imparo le linee, le sfumature, le basi. Purificare e sintetizzare il disegno in modo che si adatti al tatuaggio non e’ semplice, ed attulmente non prediligo uno stile particolare, me ne piacciono diversi. Ovviamente a questo punto passo dalle “tamarrate” e dal tatuaggio commerciale, anche se ora sto finendo una serie di tattoo e sto spingendo su questi.”

L’ultimo a passare sotto “interrogatorio” e’ Lollo Red, anche lui alle prese con un pezzo su un cliente:

“Come ho iniziato? Tra virgolette per gioco: un’amico mi ha regalato una macchinetta e mi sono interessato a come si usasse, al montaggio e tutto  quanto. Ho marchiato chili di frutta e una sera ho fatto il mio primo tattoo ad una tipa. Da li li ho fatti poi su di me, su amici ed ho capito che era veramente una passione.”

Da qui Lollo ci racconta come ha imparato e come alla fine e’ arrivato all’Amanda Toy Tattoo Parlour:

Lollo Red

Lollo Red

“Mi ricordo che ho fatto una rosa da Marco Leoni a Bologna, e sono rimasto subito attirato dall’impatto del tatuaggio. Sono stato autodidatta anche nel disegno, quindi non avevo uno stile gia’ mio, ho imparato come conseguenza del voler tatuare, e per un’anno e mezzo mi sono allenato a casa nel disegno. Da li ho iniziato  girare vari studi di periferia, che mi spiegavano le basi. Ho fatto poi un altro anno e mezzo come apprendista all’officina tattoo.”

Continua Lollo:

“un paio di anni fa’ mi ha contattato Amanda, e all’inizio ho declinato l’offerta, poi mi sono reso conto che era tempo di inizare a fare le cose per conto mio ed ho accettato,da settembre sono qui allo studio.”

Sullo stile di Lollo possono esserci pochi dubbi: solido e tradizionale!

“Sono fortunato perche’ in molti gia’ conoscono il mio stile e vengono apposta da me per farsi tatuare i miei soggetti, anche se il commerciale e’ una parte importnte del lavoro, ed e’ anche il mio ruolo all’interno dello studio.

Lollo Red

Lollo Red

Mi piace molto poi la scuola Americana, i tatuaggi di Mike Wilson, e il viaggio piu’importante che faro’ sara’ sicuramente in America, che e’ la patria del tradizionale.
Gia’ da quest’anno sono piu’ libero e ho intenzione di fare piu’ convention possibile, oltre a varie ospitate: collaboro con Adrenaline di Follonica, Highscore tattoo di Bolzano e Domenico Marini a Roma. Continuo a crescere e spero tra un  paio di anni di riuscire a fare qualche ospitata  negli States e che qualcuno noti i miei lavori.”

Verso la fine dell’intervista chiediamo ai ragazzi cosa ne pensano di com’e’ il tatuaggio oggi e di come si e’ evoluto in questi ultimi tempi:

“Come per altre cose ora nel tattoo c’e’ stato il boom, e io sono un po’ figlio di questo (Lollo),ma tra tutti gli studi in giro per il paese e’ normale che ci sara’ una sorta di selezione naturale tra chi fa’ questo lavoro per vera passione e chi lo fa’ semplicemente per moda.
Il tatuaggio e’ una forma di artigianato e segue delle regole ben precise.
Anche il mondo dei social puo’ essere un’arma a doppio taglio: grazie a facebook e Instagram i tatuatori hanno la possibilita’ di condividere i propri lavori e di farsi notare da piu’ gente possibile.Va detto pero’ che c’e’ chi ha lavorato anni per raggiungere un certo stile e maturita’ nel tatuaggio, mentre ci sono altri che sono novellini e si mettono sullo stesso piano grazie a internet. Il consiglio quindi e’ quello di tatuare per passione, non per raggiungere uno status o la notorieta’, perche’ solo cosi si avranno dei lavori che vogliono dire veramente qualcosa!”

Noi di Traditional Tattoo siamo d’accordo con questa visione e vi consigliamo sempre di decidere bene da chi farvi tatuare e cosa fare, in modo da evere qualcosa di cui siate soddisfatti e che non vi stanchi dopo 2 mesi!

Detto questo siamo arrivati ancora una volta alla fine della nostra chiaccherata e dobbiamo salutare I ragazzi dell’ Amanda Toy Tattoo Parlour, lasciandoli ai loro clienti!

Passate dallo studio e parlate con i ragazzi, fatevi consigliare e mentre siete sotto alla macchinetta fatevi raccontare un po’ come se la vivono allo studio, ne vale la pena. Sulla passione che ci mettono non c’e’ discussione, ed  lavori alla fine la riflettono in toto!

Noi ci sentiamo come sempre sulle nostre pagine per qualsiasi comment, informazione, critica!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

 

INFO

AMANDA TOY TATTOO PARLOUR

Milano Via Rasori 8

info@amandatoy.it

http://www.amandatoy.it

Telefono: 02 99202744

FACEBOOK

Amanda Toy      Lollo Red       Lorenzo “Rust” Garattini

TD_728x90

 

Copyright Traditional Tattoo It

© RIPRODUZIONE RISERVATA