O’REILLY E LA MACCHINETTA PER TATUAGGIO

1891, Samuel O’Reilly è intento a studiare i disegni  di una “penna” trasferente, inventata nel 1876 da Thomas Edison.

Questa “penna” era stata costruita come oggetto per poter replicare documenti scritti: in base al principio elettrico dell’elettromagnetismo essa , grazie ad un pennino in movimento, effettuava una serie di buchi sul foglio da copiare, mentre un piatto rotante con dell’inchiostro trasferiva la traccia su di un nuovo foglio.

Già con questa breve spiegazione si intuisce come la macchinetta originale per tatuaggio inventata da O’Reilly si basi sullo stesso movimento, ma in questo caso l’ago della “penna” inietta l’inchiostro nel derma, lo strato sottostante l’epidermide.

o reallyQuesta prima macchinetta era però basata su di un movimento rotatorio. Questo perché egli si basò sul primo prototipo di “penna” brevettato da Edison, che già nel 1877 modificò progettandone una versione elettromagnetica e non rotativa. Le modifiche di O’ Reilly riguardavano soprattutto l’aggiunta di un serbatoio per l’inchiostro e un tubo per il pennino ridisegnato in modo da poter essere utilizzata sulla pelle.

Da qui in poi la macchinetta rotativa per tatuaggi ha subito relativamente poche modifiche.

O’ Reilly è quindi comunemente riconosciuto come il “padre” della machinetta per tatuaggi, ed il primo che ne ha depositato il brevetto.

wagnerNel 1904 Charles Wagner ottenne il brevetto per una tattoo machine basata sul movimento elettromagnetico, non più rotatorio. Questa era già più simile al disegno della macchinetta odierna: era presente uno swich on/off, che interrompeva il flusso magnetico della bobina fermando di conseguenza il pennino e migliorava il serbatoio dell’inchiostro.

watersAndando avanti con gli anni si arriva al 1929 a Detroit, dove Percy Waters brevetta il design a doppia bobina che oggi è comunemente conosciuto ai più. Le due bobine sono in linea all’interno della struttura, lo switch on/off si può selezionare col dito e gli aghi sono costruiti in modo da bucare gli stencil di plastica applicati su chi si voleva far tatuare.

Per quasi 50 anni questa macchinetta è stata usata da vari tatuatori, ed è stata una delle prime ad essere effettivamente commercializzata in maniera proficua.

Carol NightingaleNel 1979 si ha una nuova miglioria nel design, grazie a Carol Nightingale, che aggiorna la macchinetta a doppia bobina.

Sino ad oggi quindi non si ha avuto un design “standard” uguale per tutte le macchinette, in quanto i tatuatori tendono a personalizzare il proprio strumento e a d adattarlo alle proprie esigenze. Sia in America che in Europa ci sono molti artigiani che continuano a migliorare il design con soluzioni alternative ed all’avanguardia.

Se si vogliono classificare questi strumenti si hanno quindi 2 famiglie: le macchinette rotative e quelle elettromagnetiche, tra cui quelle a doppia bobina sono le più diffuse.

La prima è rimasta praticamente inalteratata rispetto all’idea originale di O’ Reilly, sebbene gli anni l’abbiano migliorata e resa moderna: un motore elettrico fa muovere l’ago su e giù, permettendone il funzionamento.

Quella elettromagnetica fa muovere il sistema di aghi grazie appunto al campo magnetico,  modificandone l’intensità si può scegliere la velocità del movimento dell’ago e operare diversi setting.

Con questo articolo abbiamo voluto darvi una breve infarinatura sulla storia delle macchinette per tatuare, senza approfondire le differenze tra una rotativa ed una elettromagnetica e quale sia la più adatta per lo stile traditional. Queste decisioni le lasciamo a chi fa questo lavoro e che sicuramente ha più esperienza di noi. Personalmente chi vi scrive ha tatuato una rosa fatta con una elettromagnetica ed un veliero fatto con una rotativa, tutt’e due eseguiti  “ad hoc”!

Al prossimo articolo!
un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

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DI SANTI, DI MARINAI E DI PUTTANE

“Non farete delle incisioni sulla vostra carne a causa d’un morto; e non farete figure e segni sopra di voi”. Levitico 19.28, Antico Testamento

La storia del tatuaggio è una faccenda antichissima e delicata, dove la superstizione, le tradizioni, le credenze e la disinformazione l’hanno visto passare nel corso dei secoli da pratica rituale e simbolo di appartenenza sociale a marchio per delinquenti e gentaglia di basso fondo.

Perché tutto questo? Che cosa ha spostato l’ago della bilancia?

tattoo hawaiian

I primi reperti relativi all’arte del tatuaggio si trovano già in mummie del 500 A.C, dove i corpi ritrovati sono chiaramente ricoperti da tatuaggi, si presume di natura terapeutica e sciamanica. Vi sono poi testimonianze nell’antico Egitto, in Grecia e nell’antica Roma, dove per esempio i centurioni si tatuavano il nome dell’Imperatore o del generale per il quale combattevano.

In alcune società tradizionali orientali, dell’Oceania e del Sud Est Asiatico quest’arte è sempre rimasta intatta nel corso della storia, basti pensare ai tribali polinesiani o ai più conosciuti Maori, dove linee e simboli sono densi di significati sociali e spirituali. Non a caso infatti tatuarsi motivi proibiti è considerato un sacrilegio!

Nella società occidentale si hanno testimonianze di persone tatuate già dai Celti e dai Britanni, dove i nobili avevano tatuato lo stemma della propria casata in modo da poter essere riconosciuti in caso di morte in battaglia.

La chiesa ha avuto poi un ruolo importante nella diffusione o no del tatuaggio in epoca antica: i primi cristiani infatti si tatuavano il “tau”, la croce stilizzata di Cristo, sulla fronte, pratica poi abolita da Costantino nel 325. Nonostante questo la tradizione non si è estinta e durante le crociate moltissimi cavalieri avevano tatuato un simbolo che rappresentasse la propria religione, in quanto non vi era sepoltura per i morti in battaglia che non recassero alcun riferimento al proprio credo.

Si racconta che Sant’Antonio avesse un “tau” tatuato sul petto.

E’ nel 787 che tatuarsi diventa proibito per il buon cristiano, Papa Adriano I infatti emana una bolla dove vieta qualsiasi pratica che deturpi il corpo.

sailor 22222222Sembra finita per i tatuaggi in Europa, ma essi riappaiono invece verso la fine del ‘700 grazie ai viaggi del capitano Cook, che riporta nelle terre europee testimonianze di indigeni tatuati e anche qualcuno di loro come schiavo. Anche la parola TATTOO si dice sia stata coniata dallo stesso Cook, che si presume l’abbia inventata a partire dal polinesiano “Tatau”.

Ecco allora che sono i marinai a salvare il tatuaggio e a riportarlo nel vecchio continente, prima esibendo tatuaggi tradizionali indigeni, farciti con rocambolesche storie di come essi siano stati catturati e sottoposti a questa pratica ancestrale, poi sviluppando i soggetti che sono divenuti i classici del tatuaggio traditional occidentale.
E allora rondini, velieri, ancore, fari e tutta la simbologia tipica della cultura marinara si trasferisce sulla pelle di questi lupi di mare, in molti porti iniziano a comparire le prime botteghe di tatuaggi, e tutta la sottocultura della gente che vive a contatto con questa realtà marinara ne rimane attratta.
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Se avete presente i disegni di Sailor Jerry vi ricorderete di un flash con pollo e maiale: venivano tatuati dai marinai sui piedi come portafortuna in caso di affondamento. Infatti le casse con gli animali destinati all’approvigionamento erano sempre le prime a rimanere a galla in caso di naufragio.

Gli uomini e le donne iniziano così ad avere corpi sempre più tatuati e non passa molto tempo prima che i circensi fiutino l’affare!
Agli inizi del ‘900, oltre all’uomo cannone ed alla donna barbuta, si iniziano a vedere negli spettacoli “l’uomo e la donna più tatuati del mondo”, con imbonitori pronti a mostrare questi corpi dipinti ai curiosi venuti apposta per assistere a questi spettacoli.

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…Si ok i santi, ok i marinai, ma le “puttane” in tutto questo dove sono, direte voi che leggete…

Ci viene in “aiuto” Cesare Lombroso (1835-1909) medico, antropologo, criminologo e giurista italiano, considerato pioniere e “padre” della moderna criminologia. Nel suo saggio “l’uomo Delinquente” Lomboso mette in strettissima collaborazione il tatuaggio con l’indole innata ad avere una “morale deviata” del delinquente. Ecco allora che l’uomo tatuato viene considerato un criminale e la donna una prostituta.
In seguito alla diffusione di questo saggio in Italia il tatuaggio viene ancora di più stigmatizzato e ghettizzato, ed è per questo motivo che è fino ai primi anni del 1970 che non esistono botteghe in strada di tatuatori, la pratica rimane nascosta e clandestina.
La rivoluzione culturale, le prime gang di motociclisti e la cultura Hippy aiutano a far uscire di nuovo allo scoperto il tattoo in Italia e si iniziano ad avere i primi tattoo shop.
Da qui in poi il tatuaggio ricomincia a diffondersi tra i giovani italiani, fino agli ultimi 15-20 anni dove si iniza a vedere il “boom”, in cui sempre più persone mostrano alla società il proprio “marchio”.

Ora questa è solo un’infarinatura su come il tatuaggio è passato di epoca in epoca, un sacco di aspetti sono da approfondire e secondo noi ne vale la pena, speriamo dia avervi incuriosito e avvicinato un po’ di più a questo mondo, che va ben oltre il “oh zio fammi un’infinito o una piuma”

Cercheremo con i prossimi articoli di sviluppare alcune delle tematiche che qui abbiamo giusto sfiorato, diteci cosa ne pensate!
Come sempre ci trovate sia qui che su facebook, per qualsiasi curiosità o richiesta!

Al prossimo articolo!
un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It

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MILANO TATTOO CONVENTION 2014

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Eccoci di nuovo in giro per convention!
Questa volta Traditional Tattoo It gioca “in casa” e solo un viaggio in metropolitana ci separa dalla diciannovesima edizione della Milano Tattoo Convention, svoltasi questo 7/8/9 Febbraio presso l’hotel Quark in via Lampedusa 11.

La primissima cosa che si può dire di questa convention è : Bella!

Continuiamo poi con un paio di aggettivi che potrebbero descriverla: imponente e caotica, c’era veramente un sacco di gente!

L’hotel Quark si presta ormai da tempo come location per la convention, con 6 sale sviluppate su tutta la struttura gremite di artisti e di appassionati. Appena entrati si sente subito il caratteristico ronzio di miriadi di macchinette al lavoro, ogni stile è rappresentato: traditional, new school, giapponese, tribale, realistico, bianco e nero, colore, ce né per tutti i gusti!

vans onk shoesPrima di parlare però degli artisti facciamo una piccola digressione sulle mostre presenti alla convention, dove quest’anno spicca la “VANS INK ART”. Il noto marchio di scarpe ha messo a disposizione 10 calzature preparate in un silicone speciale tatuabile ad altrettanti artisti che hanno avuto l’opportunità di eseguire un pezzo su di esse. Tra gli italiani che hanno aderito al progetto ci sono Andrea Lanzi, Marco Galdo, Stizzo e Amanda Toy.

Un’altra mostra interessante è stata quella intitolata “By all Means Necessary”, dove i migliori tatuatori di fama internazionale hanno eseguito un disegno nel proprio stile che omaggiasse la band che ha segnato maggiormente la loro vita.

Ma parliamo ora dei Tattoo!!

IMG_0068Erano tantissimi, e rispetto ad altre convention c’era spazio per tutti gli stili, il tradizionale non l’ha fatta da padrone ma si è inserito bene tra gli stand, con tatuatori di rilievo e tutti con un proprio stile consolidato e riconoscibile. Stizzo con il suo bianco,nero e rosso,  Alex Pinna con il suo stile delicato e dettagliato, Amanda Toy con le sue visioni artistiche riportate poi sulla pelle, Daniele Carlotti del Tattoo Shop con i suoi tradizionali veramente old school. La scuola genovese con Francesco Garbuggino, poi Alessandro Nazarri, Federica Marsh Mellow
Questo solo per citare alcuni degli artisti traditional presenti, c’erano poi ovviamente molti studi di Milano e ragazzi talentuosi che avranno sicuramente una buona carriera davanti.

Era poi presente una colonna del tatuaggio tradizionale, Fercioni!

Come abbiamo scritto anche nei precedenti articoli sulle tattoo convention l’Italia dal punto di vista artistico ha un livello elevatissimo, ogni studio ha un proprio stile riconoscibile e può dare la propria interpretazione dei soggetti classici della tradizione al meglio.

IMG_0070Qui a Milano abbiamo visto meno velieri e fari rispetto alla Florence Tattoo Convention, erano molto più presenti nei flash e sulla pelle dei partecipanti pin up, gufi, aquile, stemmi. Questo è un bellissimo segno che anche solo andando in città diverse della nostra Italia troverete soggetti diversi, e influenze che vanno oltre lo studio in cui vi tatuate, ma che si uniscono anche al posto dove il tatuatore lavora. La ricchezza e la diversità dei luoghi in cui viviamo si riflette sulla diversità di interpretazioni e soggetti del tatuaggio tradizionale.

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Ecco quindi che invece di proporvi una recensione di tutti gli artisti presenti in convention, che lasciamo fare a gente più qualificata di noi, preferiamo raccontarvi l’atmosfera che si respira a queste manifestazioni e la carica che questi tatuatori hanno. E’soggettivo dire: “lui è meglio di questo o di quest’altro” in queste circostanze, perché il livello è veramente molto alto per ogni studio presente, si può discutere sull’interpretazione di un soggetto ma non sicuramente sull’esecuzione e sulla professionalità, alla Milano Tattoo convention era presente il meglio!

Una cosa certa è che se siete neofiti o curiosi, se non avete alcun tatuaggio, se volete anche solo vedere un sacco di bei disegni, in posti come questo riuscite a sentirvi a vostro agio. Ragazzi tatuati dalla testa ai piedi sono fianco a fianco con famiglie e bambini in un atmosfera serena e genuina come poche altre manifestazioni, secondo il nostro parere.

Anche questa “scampagnata” può essere archiviata come un’esperienza più che positiva, ed a ogni evento a cui possiamo partecipare riusciamo sempre di più a comprendere la passione e l’impegno che c’è dietro questa splendida forma d’arte, i sacrifici e la dedizione che questi ragazzi ci mettono.

Il consiglio che vi diamo è di andarci a fare un salto l’anno prossimo se ve la siete persa, evitate l’ora di punta però, rischiereste di non riuscire a vedere un granchè!

Noi ci sentiamo come sempre qui sotto per qualsiasi commento o critica, e sulle nostre pagine con altri articoli e reportage!

Al prossimo articolo!
Un saluto dallo staff di Traditional Tattoo It!

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